È stata una giornata intensa quella di sabato 21 aprile. La Carovana Antimafie ha fatto tappa nella provincia di Arezzo, partendo dal Castello di Poppi, dove si è svolto un partecipato incontro con le scuole. Ad aprire il dibattito è stata la vicepresidente della Provincia di Arezzo Mirella Ricci, che ha ringraziato la manifestazione della Carovana, occasione per riflettere e poter raccontare storie importanti, come quella di Rita Atria, giovane ragazza siciliana costretta a fuggire dalla propria terra per questioni di famiglia, dove la famiglia si chiamava Mafia.
A introdurre e moderare l’incontro il referente aretino di Libera e Presidente dell’ Arci Francesco Romizi, a seguire gli interventi dell’Assessore dell’ Unione dei comuni e sindaco di Chitignano Marcello Biagini, di Mercedes Landolfi della Fillea Cgil e di Gilberto Pittarello della CISL sui temi del caporalato.
Il caporalato – cui non è immune il nostro territorio – è strettamente connesso al tema dell’infiltrazione mafiosa nell’edilizia, poiché è proprio in un settore come questo che è più facile entrare nel territorio. Viene ricordato come la crisi economica è in grado di attirare maggiormente liquidità e quindi i soldi riciclati che provengono dagli investimenti della mafia.
Significativo l’intervento della Senatrice Silvia della Monica (membro della Commissione antimafia) che, rivolta agli studenti ha parlato del diritto alla dignità umana e della piaga di coloro che si approfittano dello stato di bisogno delle persone in difficoltà le quali per sopravvivere, purtroppo, finiscono in situazioni d'illegalità e di sfruttamento.
La mattinata è terminata con un buffet, realizzato con i prodotti delle Cooperative che lavorano nei terreni confiscati alle mafie, a cura della Sezione Soci Coop di Bibbiena.
La giornata è proseguita con il sit-in presso Villa Wanda dove ancora oggi abita Licio Gelli, alla presenza dei giornalisti. Di fronte ai cancelli della villa sono stati letti simbolicamente alcuni punti del “piano di rinascita democratica”, testo esemplificativo dell’illegalità che ha visto tristemente protagonista la nostra città, ed è stato lasciato in dono a Gelli un pacco di prodotti alimentari antimafie provenienti dai terreni confiscati alle mafie.
Intorno alle 17,00 la Carovana si è spostata al Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo per la presentazione del nuovo libro di Pietro Grasso (Procuratore Nazionale antimafia) “Liberi tutti”, a cura del Giardino delle Idee.
La manifestazione si è conclusa con la Cena della Legalità presso il Centro di Aggregazione Sociale di Villa Severi, a cui hanno partecipato oltre centoquaranta persone, con grande soddisfazione degli organizzatori. Per la cena sono stati usati i prodotti provenienti dai terreni confiscati alla mafia grazie alle Cooperative che da anni in questi territori lavorano e alla Sezione Soci Coop di Arezzo che contribuisce fortemente alla loro commercializzazione e alla loro promozione.
Il ricavato è andato interamente a favore dei progetti antimafia di Arci e Libera.
Arci e Acli, tirando le somme di questa giornata, hanno lanciato due proposte.
La prima, rivolta al Comune di Arezzo, è quella di dare la cittadinanza onoraria a Tina Anselmi, una delle più carismatiche protagoniste della politica e della vita sociale italiana a partire dalla seconda guerra mondiale, quando entrò a far parte della Resistenza. Tina Anselmi ha dedicato la sua vita al rispetto della legalità e alla lotta alla corruzione e nel 1981 è stata nominata presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2.
La seconda importante proposta è quella di abolire le slot machine da tutti i circoli Arci e Acli della provincia di Arezzo. Quella del gioco sta diventando una malattia sempre più pericolosa e diffusa e sempre più spesso è fonte di guadagno per associazioni malavitose che speculano sul malessere altrui. Per interrompere questa catena e affrontare seriamente il disagio sociale di fasce di popolazione perlopiù anziane, Arci e Acli intendono partire dalla rimozione delle slot e dalla riattivazione di momenti ricreativi sani in tutti i propri circoli.