Home Attualità Salute Da stamani in servizio due nuove vetture per le automediche del 118

Da stamani in servizio due nuove vetture per le automediche del 118

0
Da stamani in servizio due nuove vetture per le automediche del 118
automediche

AREZZO – Per 170 giorni hanno viaggiato con due Volkswagen Sharan prese a noleggio dopo che erano state dimesse da una Asl del Piemonte. Da stamani gli equipaggi medico/infermiere del 118 di Arezzo che interverranno sui codici maggiori in città e comuni limitrofi, viaggeranno su due Freemon Fiat a trazione integrale, allestiti di tutto punto dalla società specializzata Fratelli Mariani di Pistoia. Una soluzione stabile, con un mezzo giudicato eccellente sia dagli operatori del 118 che dai piloti/istruttori di Strasicura, che ne hanno testato le caratteristiche (piloti che hanno istruito “gratuitamente” i 30 infermieri del 118 che guidano questi mezzi).

Le due Freemont (Charlie 1 e Charlie 2 i nomi in codice) sono attrezzate come degli autentici “pronto soccorso di strada” (dagli strumenti per la rianimazione cardiopolmonare, al life pack 15 per la trasmissione dei tracciati cardiaci al cardiologo guardia in UTIC 24 ore su 24, dall’ossigeno alla tavola spinale, fino a tutto quel materiale di prima necessità che serve nelle condizioni più diverse e spesso estreme) con apparecchiature in grado di fornire una assistenza qualificatissima in una strada, una casa, un cantiere di lavoro. “Ma è la qualità dell’assistenza che è cambiata – ha sottolineato il direttore del 118 Mandò – perché sull’automedica c’è un equipaggio formato da un medico e un infermiere entrambi specialisti di medicina d’urgenza. E entrambi capaci di intendersi con rapidità e appropriatezza sulle manovre da compiere in emergenza. Chi conosce la difficoltà dell’intervento su una persona grave, che sia incastrata in un’auto, o che abbia un problema neurologico o circolatorio, sa bene quanto sia importante la rapidità, la sicurezza, la consapevolezza di ogni manovra e di ogni strumento utilizzato”.

L’arrivo dei due mezzi è stata l’occasione per fare il punto sul lavoro svolto dal 19 febbraio scorso quando questo nuovo servizio è entrato in funzione nella nostra Asl. 1.096 le uscite delle automediche (quasi 8 al giorno), 60% in codice rosso e 40% in codice giallo.
Ma anche una opportunità di incontro con gli operatori e con i volontari, integrati appieno nella gestione del servizio 118. Croce bianca, Croce Rossa e Misericordia (con i loro vertici Mariano Carlini, Carlo Cigna e Francesco De Robertis) rappresentano una colonna preziosa del servizio 118. Le ambulanze Blsd sul territorio hanno a bordo equipaggi con volontari “formati” al servizio di emergenza, Coloro che giungono nel luogo del bisogno al seguito delle automediche (e spesso caricano poi il medico per accompagnare i pazienti in ospedale), o per tutta l’altra enorme massa di servizi quando non è necessaria la presenza di un infermiere o un medico. Oggi i volontari in servizio per il 118 sono tutti abilitati all’utilizzo del Dae, il defibrillatore semiautomatico del quale sono forniti tutti i mezzi sanitari dell’emergenza.

Il direttore generale Desideri si è rivolto proprio a loro nei primi ringraziamenti di rito, sottolineando come nei cambiamenti profondi che questo servizio ha subito negli ultimi anni, il loro ruolo si è rivelato fondamentale. Gli ha fatto eco il direttore sanitario dell’Azienda, Branca Vujovic: “è stato un lavoro lungo, che ha coinvolto oltre agli operatori e ai volontari, i sindaci e direttamente la popolazione, alla quale è stato illustrato il nuovo modello organizzativo che ormai ha superato la fase sperimentale”.

E proprio il superamento di questo periodo di prova è alla base delle valutazioni in corso proprio in queste settimane per allargare il servizio di automedica oltre che alla zona sanitaria aretina anche ad altre aree della provincia. I piani operativi sono allo studio dei tecnici e presto inizierà un confronto con operatori e conferenze dei sindaci, per arrivare a incontri diretti con la popolazione.

“In fondo – ricorda Mandò – il primo anello importante di un buon servizio 118 è il cittadino, che nel momento della necessità deve essere un collaboratore attivo e capace di dare le necessarie indicazioni alla centrale che è istruita per comprendere anche in fasi concitate, le reali necessità e predisporre gli appropriati interventi”.