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Da Bayon a Sbrana, la chirurgia aretina in un percorso di eccellenza

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AREZZO – Promotore scientifico e culturale dell’ìniziativa di stamani all’Auditorium Pieraccini, il dottor Ezio Lucacci ha commemorato il padre riconosciuto della chirurgia aretina: il professor Antonio Bayon. Non senza emozione e commozione, Lucacci ha ricostruito il percorso professionale e umano di Bayon, sottolineando che dalla struttura da lui guidata sono emersi tutti i maggiori chirurghi della nostra provincia per oltre tre decenni.

Bayon è nato a Firenze Fiorentino nel 1923. E’ stato docente all’Università di Firenze in “semiotica chirurgica” e clinica chirurgica e terapia chirurgica” e all’università di Roma in “clinica urologia”; ha scritto oltre 100 pubblicazioni scientifiche, e non ha mai abbandonato per se e per i suoi allievi un costante aggiornamento professionale.
Bayon, dopo una serie di esperienze professionali in numerosi ospedali toscani, ma anche del Friuli e della puglia, è arrivato ad Arezzo nel 1965 come primario di urologia, assumendo poco dopo la direzione della chirurgia generale, che ha guidato fino al 1992. In 27 anni ha eseguito oltre 40.500 interventi.

Al suo fianco sono cresciuti coloro che avrebbero poi guidato le due chirurgie generali di Arezzo (Vittorio Caloni e Ottaviano Ottaviani) e altri quattro chirurghi divenuti primati delle chirurgie negli ospedali della nostra provincia: Gherardo Boncompagni, Ezio Lucacci, Alessandro Palazzi e Concezio Tiburzi.

INIZIATIVA DAL VALORE SCIENTIFICO
“Lo sviluppo della chirurgia aretina dagli anni ’60 alla “robotica” è il titolo dato alla iniziativa per sottolineare come esista una continuità positiva fra passato e presente. E come, oltre alle scoperte scientifiche e alla ricerca, sia fondamentale l’esperienza, e la formazione sul tavolo operatorio.

“Se oggi la Asl Aretina può vantare un polo chirurgico di eccellenza, dotato anche di un robot, che sicuramente ha rappresentato un salto di qualità notevole dell’offerta – è stato detto – va riconosciuto che tutto questo nasce dalla grande tradizione chirurgica degli ospedali aretini. Dagli anni sessanta in poi l’ospedale aretino e quelli della provincia, hanno sempre garantito risposte eccellenti su questo versante, con uno sviluppo continuo delle tecniche tradizionali che negli anni si sono rinnovate con continuità e ricerca.
Nella mattinata sono stati messi a confronto diretto il “passato” e il “presente” .
fra professionisti di questa disciplina, quelli di ieri (in molti casi ancora in attività) e quelli di oggi, che comunque vengono da lontano e sono figli di quella tradizione.

L’urologia è stata trattata da Stefano Tenti e Michele De Angelis; la chirurgia generale da Ezio Lucacci e Fabio Sbrana; l’endoscopia digestiva da Alessandro Palazzi e Angiolo Agnolucci; la chirurgia vascolare da Mario Cecchi e Guido Bellandi; la chirurgia toraco-polmonare da Raffaele Festa e Giuseppe Gotti.

L’iniziativa di questa mattina ha avuto i patrocinio di Provincia, Comune, Asl, Ordine dei medici, Fraternità dei laici e Fondazione Cesalpino.