Porte aperte contro il dolore al San Donato e alla Gruccia. I due ospedali della nostra provincia premiati con i Bollini Rosa dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) saranno a disposizione della popolazione il prossimo 27 maggio, Giornata Nazionale del Sollievo.
Sarà possibile effettuare test e visite gratuite per la prevenzione dell’osteoporosi, partecipare ad incontri e convegni, ritirare materiale informativo, avere consulti con esperti. Le informazioni sono disponibili ed in continuo aggiornamento sul sito www.bollinirosa.it.
Dati recenti dimostrano che la sofferenza fisica colpisce oltre 6 cittadini su 10, con età media 58 anni, originata in più del 6% dei casi da tumore, contro il 94 % causato da mal di schiena, cefalee, dolore cervicale, diabete, herpes zoster, e in oltre il 45% dei casi l’artrosi. Tuttavia fra le vittime di dolore cronico meno della metà segue uno specifico trattamento, che si rivela inefficace nell’83% dei casi. Un problema che, viste le vaste proporzioni, va combattuto dalla radice: gli strumenti ci sono, ma manca una adeguata sensibilizzazione alla popolazione.
In Italia esiste una legge del 2010 (la numero 38) che ha sancito per tutti il diritto a non soffrire. È una legge fortemente innovativa, che per la prima volta salvaguarda e garantisce l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza, al fine di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza in relazione alle specifiche esigenze.
Le iniziative in programma:
Arezzo
Ad Arezzo sono previsti due incontri pubblici con gli specialisti ospedalieri (Auditorium A. Pieraccini, Ospedale San Donato) sui temi della Partoanalgesia e sul Dolore pelvico cronico (dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 15,00 alle ore 17,00).
Contemporaneamente, dalle ore 09,30 alle 12,30 e dalle ore 14,30 alle 17,00 sarà attivato un percorso di valutazione sull’osteoporosi, che comprende: test di valutazione del rischio, esame Densitometria Ossea (MOC), visita specialistica reumatologica. Naturalmente, esami e visite specialistiche sono gratuiti. Le persone interessate potranno accedere ai servizi, preferibilmente prenotandosi il giorno precedente al numero telefonico 0575.254653 dalle ore 10,00 alle 13,30, oppure rivolgendosi direttamente all’Accoglienza del San Donato, posto all’ingresso dell’ospedale, domenica 27 maggio, negli orari indicati.
Valdarno
A Montevarchi, presso l’ospedale della Gruccia, dalle 09,00 alle 13,00 è in programma un incontro pubblico sui “Percorsi della prevenzione al femminile” (Poliambulatorio 2). Contemporaneamente, sempre dalle 09,00 alle 13,00, ai Poliambulatori 2, sarà possibile effettuare visite specialistiche ed esami strumentali gratuiti. Sulla base delle risposte fornite ad uno specifico questionario, gli utenti verranno sottoposti alla visita dello specialista di riferimento (reumatologo, ortopedico, ginecologo, oncologo, anestesista) e, se del caso, sottoposti a densitometria ossea.
L’osteoporosi
Particolare attenzione durante questa giornata sarà rivolta al tema dell’osteoporosi, una particolare malattia dello scheletro caratterizzata da fragilità ossea. E’ considerata una malattia subdola, silenziosa, che all'inizio non provoca alcun sintomo, poi all'improvviso, per traumi di lieve entità o spontaneamente, si verificano le fratture ed è già tardi per preoccuparsi. Colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa , ma non risparmia neppure gli uomini. In Italia sono affette da osteoporosi quasi 5 milioni di persone (3.9 milioni di donne e circa un milione di uomini). Fra le donne di età superiore ai 65 anni, 1 su 3 soffre di fragilità ossea e non sa di correre rischi ! Ogni anno si verificano oltre 90.000 fratture di femore e questo numero è destinato ad aumentare per effetto dell'invecchiamento della popolazione . Ma le più insidiose sono le fratture vertebrali perché i sintomi possono venire confusi con un “banale mal di schiena” . Basterebbe guardarsi allo specchio e controllare di quanto la schiena si è incurvata e la statura si è abbassata in un dato periodo di tempo per riconoscere questa malattia!
E’ una malattia a genesi multifattoriale, cioè dovuta a più fattori. I principali fattori di rischio “modificabili” sono legati ad alimentazione ed abitudini scorrette (alcol, fumo, malnutrizione, scarso esercizio fisico, deficit vitamina D, ecc), ma ci sono anche alcuni fattori “non modificabili”, quali ad esempio, l’età, il sesso, la storia familiare, la menopausa, ecc). Sarebbe quindi auspicabile che ogni persona, indipendentemente dall’età, valutasse assieme al proprio medico di famiglia lo stato di salute delle proprie ossa per sapere se è a rischio.