La proposta di legge di Donella Mattesini sulla regolamentazione dei compro oro sarà inserita nel calendario parlamentare al più presto. L’annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa a Roma da Walter Veltroni della Commissione Antimafia e da don Luigi Ciotti, fondatore di Libera. La proposta ha registrato l’apprezzamento anche del Presidente dell’associazione antiriciclaggio, Aira.
Veltroni e Boccia (Pd) e don Ciotti hanno raccolto e rilanciato l'allarme sulla diffusione di negozi 'compro oro' che, senza adeguati controlli, trattano ogni giorno una tonnellata di gioielli usati. Un’attività che molti svolgono legalmente ma che altri utilizzano per la ricettazione e il riciclaggio.
“La mia proposta di legge – sottolinea Donella Mattesini – prevede una serie di misure volte a regolarizzare il settore e a impedire infiltrazioni di natura mafiosa. La presenza alla conferenza stampa delle associazione del settore orafo e del rappresentante dei “compra ora”, conferma l’attenzione che si sta sviluppando su questo problema. Chi opera correttamente subisce la concorrenza sleale di chi non lo fa. Non solo: il progressivo allargarsi del giro d’affari interessa le mafie”.
La situazione è complessa anche nella provincia di Arezzo dove, stando agli ultimi dati disponibili, operano 29 compro oro. Erano 17 meno di due anni fa e quindi si tratta di un’attività in forte sviluppo, con conseguenti controlli da parte delle forze dell’ordine, in particolare della Guardia di Finanza che nel corso delle verifiche eseguiti negli ultimi due anni ha registrato numerose irregolarità. Sono state ben sette le sospensioni di attività decretate e sono stati assunti altri provvedimenti di minore entità. Questi controlli evidenziano, quindi, che anche Arezzo è esposta a fenomeni malavitosi quali riciclaggio, ricettazione e usura. Un’”esposizione” resa ancora più pericolosa dalla diffusione di imprese orafe e di rapine ai loro danni che sono in grado di mettere in circolazione metallo rubato.
Il testo della parlamentare Pd è suddiviso in sette articoli. Nel primo si prevede l'istituzione di un apposito registro denominato "Registro delle attività di compravendita di oro", tenuto dalle Camera di Commercio secondo modalità e criteri stabiliti dal Ministero dello sviluppo economico d'intesa con quello dell'Interno. Il secondo articolo si occupa della tracciabilità degli oggetti e metalli preziosi o recanti pietre preziose ai fini di facilitare le attività di controllo da parte degli organi di polizia e della magistratura in materia di ricettazione e riciclaggio. Gli altri articoli introducono il borsino dell'oro usato aggiornato quotidianamente e misure per la riqualificazione del settore dei compro oro.
"L'obiettivo della proposta di legge – commenta Donella Mattesini – è quello di dare regole certe ad un settore, quello del 'compro oro', che è in forte sviluppo anche a causa della crisi economica. Si registra la convergenza di operatori commerciali che sono in difficoltà e si dedicano a questa attività un tempo marginale. E poi ci sono cittadini o famiglie alle soglie della povertà che sostanzialmente si “consegnano” ad operatori che approfittano del loro bisogno per acquistare oro a prezzi stracciati”.
I 'compro oro' in Italia sarebbero ormai 28.000 con un numero che quadruplicato negli ultimi due anni quando le cifre indicavano tra i 5.000 e gli 8.000 operatori. Con un giro d'affari che era allora di 2 – 3 miliardi di euro annui e che adesso sarebbe salito a 10 miliardi. Numeri diversi, a seconda delle fonti, sulla quantità di oro movimentato: si va da 100 a 300 tonnellate all’anno. Un differenziale elevato che conferma l’incertezza sul reale stato di questo settore. Il fenomeno è tutto italiano ed ha generato un mercato sommerso che non di rado finisce con alimentare i fenomeni della ricettazione e del riciclaggio. "Ecco perché – sottolinea Donella Mattesini – è indispensabile una normativa che imponga ai "compro oro' il possesso di precisi requisiti professionali e una completa e assoluta tracciabilità dei materiali acquistati e rivenduti. Fondamentale è anche il borsino dell’oro usato per evitare che chi vende oro di famiglia per bisogno finisca per essere “strozzato" da soggetti che approfittano della situazione di necessità”.