Secondo la Coldiretti la siccità potrebbe costare in termini di mancata produzione tra il 30% ed il 40% per un valore della produzione che si aggira tra i 20-25 milioni di euro in Toscana. Arezzo, Grosseto, Siena e Pisa sono le province dove è concentrato il grosso della produzione di mais, sorgo e girasoli. E le previsioni, per il mese di luglio, un mese cruciale per la maturazione, sono di assenza di piogge.
Ad Arezzo, nelle zone di Cortona e della Val di Chiana, la situazione è difficilissima: “Il girasole è in sofferenza, come il sorgo – spiega Alessandro Filippini dell’Azienda Francesco Vinciarelli – la produzione, se non piove entro qualche settimana, è destinata a essere inferiore, anche del 30%”. L’azienda ha seminato circa 70 ettari a girasole che rendono, più o meno, 30 quintali ad ettaro: “Se va avanti di questo passo il fiore resterà piccolo – spiega ancora – ed anche il sorgo, che è la prima volta che seminiamo, è in sofferenza”.
“E’ evidente – spiega Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Arezzo – che esiste un problema molto serio. Se per il grano i giochi sono fatti e le prime stime sono positive per produzione e quantità, per mais e girasole in particolare, qualche preoccupazione la stiamo avendo”. Per Marcelli gli eccessi climatici ed il prolungamento di condizioni particolarmente straordinarie come la siccità, ma anche il freddo e stagioni molto piovose “stanno ridisegnando la geografia agricola della Toscana” determinando, come conseguenza, “un’incertezza nelle produzioni che si traduce in una incertezza economica per le imprese. Dobbiamo abituarci ad affrontare questo genere di anomalie perché non saranno casi sporadici, saranno sempre più frequenti per diventare una regola”.
Una soluzione Coldiretti l’ha più volte proposta: “La Toscana deve attrezzarsi – conclude – e dare il via ad un piano di pozzi e laghetti dislocati su tutto il territorio regionale da cui le imprese, di tutti i settori, possono in caso di emergenza attingere”.
Questo perché non solo cereali e seminativi risentono degli effetti della siccità. Il caldo ha pesanti effetti nel mondo animale con le api stremate dal caldo che non svolgono più adeguatamente il prezioso lavoro: non riescono a prendere il polline e il nettare mettendo a rischio la produzione di miele.