“La Regione non conceda finanziamenti per la realizzazione di Arezzo Wave. Siano i privati, se lo ritengono opportuno, a sostenere il festival; i soldi dei toscani siano utilizzati per iniziative più urgenti ed importanti di una rassegna che poco o niente lascia sul territorio, come dimostrano gli esiti delle edizioni precedenti”.
Così i consiglieri regionali Tommaso Villa (componente della commissione Cultura), Paolo Ammirati e Stefano Mugnai commentano i recenti sviluppi circa le fasi preparatorie di Arezzo wave, in specie la ricerca di fondi economici.
“Se per far quadrare i conti mancano ancora 400mila euro significa che si è fatto il passo più lungo della gamba. Programmare un evento senza verificare la sostenibilità economica è un azzardo, ed è impensabile che si possa proseguire con la logica del ‘tanto paga Pantalone’. Valenti – incalzano gli esponenti del PdL – crei un calendario di eventi in grado di attrarre investitori privati e spettatori, senza fare affidamento su fondi pubblici. Se non riuscirà a trovare sponsor significa che ha fallito in partenza. Non è un concetto astruso: si chiama rischio di impresa, e a sostenerlo è, appunto, l’imprenditore, non le amministrazioni pubbliche, siano esse il Comune, la Provincia o la Regione. I toscani, vista la situazione economica vorrebbero vedere soldi spesi in modo diverso, in particolare per affrontare urgenze sociali. Non per sentire qualche nota musicale in più”, concludono Villa, Ammirati e Mugnai.