Chiarezza sul problema dell’Iva nelle bollette di Aisa. Uno spartiacque temporale: vecchie e nuove fatture. “L’IVA pagata dagli utenti negli anni passati, come previsto dalla normativa, è stata regolarmente riversata nelle casse dell’Erario – dichiara Aisa, e non ha certo rappresentato un indebito arricchimento per l’Azienda. E’ quindi chiaro che sia lo Stato a dover rimborsare l’IVA incassata qualora non dovuta”. Aisa ribadisce, quindi, che lo Stato debba intervenire normativamente per chiarire questa problematica specificando come intenda comportarsi e restituendo eventualmente ai cittadini il tributo erroneamente percepito.
“Senza questo intervento – precisa l’Azienda – Aisa non può disapplicare arbitrariamente quanto previsto dalle leggi in vigore, confermate, tra l’altro, dall’Agenzia delle Entrate e dalla Commissione Tributaria di Arezzo”. Aisa sottolinea infine che il problema non riguarda l’anno in corso e le bollette correnti in quanto, per l’anno 2012 il Comune di Arezzo ha deliberato il passaggio a TIA2 (Tariffa Integrata Ambientale) ai sensi dell’art.238 del D.Lgs. 152/2006, per la quale è unanimemente riconosciuta l’applicazione dell’IVA. Comunque, anche per gli anni passati, il tema riguarda potenzialmente solo i soggetti passivi IVA, in quanto le aziende commerciali ed i liberi professionisti hanno portato in detrazione l’IVA pagata e l’eventuale recupero diventerebbe un indebito arricchimento.