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Vasari e le sonorità “art-rock” dei Sycamore Age

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Vasari e le sonorità “art-rock” dei Sycamore Age

Arezzo – La mostra Il primato dei toscani nelle vite del Vasari, in corso di svolgimento nella basilica inferiore di San Francesco e realizzata dalla locale Soprintendenza, non solo è una mostra dai grandi numeri: a poco più di due mesi di apertura ha superato i 10.000 visitatori, 60 le opere esposte, ma è anche una mostra tutta aretina realizzata a basso costo con giovani e motivate maestranze locali. Di queste fanno parte i musicisti Francesco Chimenti, Davide Andreoni e Stefano Santoni tre dei componenti del gruppo Sycamore Age, autori delle musiche originali dell’audioguida, che accompagna i visitatori tra le opere dei più grandi artisti toscani dei secoli XIII-XVI come Michelangelo, Cimabue, Filippo Lippi, Piero della Francesca.
“Durante la composizione e l’arrangiamento dei nostri brani, ci dicono i tre, siamo soliti ispirarci al Rinascimento toscano dal quale traiamo capacità creativa per il nostro “sound”. La richiesta di scrivere la colonna sonora che avrebbe accompagnato la descrizione delle opere della mostra Il primato dei toscani nelle vite del Vasari non solo ci ha sorpreso, ma anche lusingato; l’aver scelto il nostro gruppo per un lavoro così delicato e prestigioso ci ha emozionato e ha fatto sì che dessimo il meglio di noi stessi per una committenza così prestigiosa. E dai commenti e dagli apprezzamenti che ci giungono sembra proprio che sia venuto fuori un buon lavoro”. Nell’arrangiare i brani, i tre giovani musicisti, hanno dato libero sfogo a tutta la loro creatività non solo utilizzando un’ampia gamma di strumenti musicali, ma attingendo ispirazione da culture assai diverse tra loro e non solo per generi musicali, ma anche per aree geografiche. Dai tamburi tribali ai sintetizzatori, dai violoncelli e violini a una conchiglia della Polinesia, da una campana tibetana ad un Mellotron e ad un piano Wurlitzer il risultato finale è una musica dal gusto “indie-pop-rock con venature classiche”, che per primi ha stupito e meravigliato gli stessi autori come l’aria in salsa “pop-psichedelica” che fa da sottofondo alla meravigliosa scultura del Cristo risorto di Michelangelo.
Nonostante la distanza, che ad un primo approccio ci si aspetta tra una musica contemporanea e le celeberrime opere come quelle esposte in questa mostra, ne è scaturita un’alchimia dal gusto sicuramente insolito, ma assolutamente armonico che sarebbe piaciuto, ne siamo quasi certi, anche all’eclettico Vasari così attento interpreti dei costumi del suo tempo. Dicevamo che la mostra è stata realizzata a basso costo e con maestranze locali; i Sycamore Age hanno ben interpretano questi due fondamentali elementi perché l’intera colonna sonora è stata composta, registrata e mixata nei loro studi, che hanno sede negli appartamenti adiacenti nei quali gran parte dei componenti della band vivono, questo ha certamente contribuito a donare alle musiche un sapore un po’ “low-fi” ed un calore del tutto speciale.