Londra, 19 lug. (Adnkronos/Ign) – Colpo di scena oggi durante l'audizione davanti ad una commissione della Camera dei Comuni di Londra di Rupert Murdoch in relazione allo scandalo intercettazioni. Un uomo, accusando il magnate dei media di essere un "avido miliardario", ha tentato di aggredirlo lanciandogli contro un piatto di panna. La moglie di Murdoch, Wendy, si è scagliata contro l'aggressore per fermarlo. L'uomo, che indossava una camicia a scacchi, è stato identificato come Jonnie Marbles ed è stato portato via dalla polizia. "Murdoch capirà l'ironia, ma non posso fare commenti su un'inchiesta in corso". Queste, secondo quanto riferisce Skynews, le parole dell'uomo, un attore comico, che ha tentato di colpire il magnate australiano. L'aggressione ha provocato una sospensione dell'audizione di un solo quarto d'ora.
"E' il giorno più avvilente della mia vita", ha detto il magnate dei media prima dell'aggessione. "Ho saputo solo due settimane fa", ha dichiarato Murdoch, aggiungendo di essere rimasto "sconvolto" da quanto aveva appreso. Poi, spiegando la decisione di chiudere 'News of the World', ha detto: "Ci siamo vergognati per quanto era accaduto e abbiamo pensato di chiuderlo". "Non accetto la responsabilità finale", ha precisato però il magnate australiano. "Ritengo responsabili le persone di cui mi fidavo" e "le persone di cui loro si fidavano", ha chiarito.
"Non ho pensato di dimettermi", ha detto ancora Murdoch. Il magnate australiano ha spiegato di avere telefonate periodiche con i direttori delle sue testate ma ha assicurato: "Non detto la linea dei miei giornali". In particolare, "chiamo il direttore del Sunday Times ogni sabato". Quanto al 'News of the World', Murdoch ha detto di avere chiamato "qualche volta" il direttore del tabloid. Il direttore con il quale è maggiormente in contatto, ha spiegato ancora Murdoch, è quello del Wall Street Journal, in quanto i loro uffici si trovano nello stesso edificio. Ho accettato le dimissioni di Rebekah Brooks la seconda volta che le ha presentate, ha poi dichiarato, perché si trovava in "uno stato di estrema angoscia". La prima volta che il direttore generale di News International aveva presentato le dimissioni le aveva invece respinte perché, ha affermato, "credo in lei".
Riguardo a presunte intercettazioni di vittime e parenti di vittime dell'11 settembre, Murdoch ha affermato: "Non posso credere che ciò sia successo in America", dicendosi pronto a collaborare con gli inquirenti americani così come sta facendo in Gran Bretagna. Nel corso dell'audizione, il tycoon ha affermato di essere stato invitato al numero 10 di Downing Street, pochi giorni dopo le ultime elezioni britanniche, per "prendere una tazza di tè" ed essere ringraziato da David Cameron per il sostegno fornito al leader conservatore. Alla domanda sul perché fosse entrato dalla porta posteriore, Murdoch ha spiegato: "mi era stato detto di fare così". Infine, leggendo una dichiarazione al termine dell'audizione, Murdoch ha concluso: "Voglio che tutte le vittime sappiano quanto sono dispiaciuto".
Da parte sua il figlio del magnate australiano James Murdoch ha espresso "profonda frustrazione" e "vero rincrescimento" per la circostanza che i fatti non siano emersi prima e si è scusato con le vittime delle intercettazioni. "La nostra priorità – ha aggiunto – è ripristinare la fiducia del pubblico". Poi, rispondendo alla domanda sulla possibile apertura di un nuovo giornale in Gran Bretagna dopo la chiusura di 'News of the World', ha assicurato: non vi è "nessun piano" per lanciare un nuovo tabloid. Alla Camera dei Comuni è quindi iniziata l'audizione di Rebekah Brooks, ex direttore esecutivo di News International, la società editrice del tabloid 'News of the World', al centro dello scandalo delle intercettazioni. "Credo che abbiamo agito in maniera veloce e decisa e che sono state le prove fornite da noi ad avviare l'indagine della polizia a gennaio", ha dichiarato. La Brooks ha poi detto di non poter fare commenti sulle responsabilità di suoi ex colleghi nell'azienda finché l'inchiesta non sarà conclusa. Quella di chiudere 'News of the World' è stata una "decisione collettiva", ha detto l'ex direttore esecutivo di News International che ha espresso "rammarico" per la vicenda delle intercettazioni sul cellulare della tredicenne Milly Dowler, definendola "abominevole". E' stato ascoltato oggi anche l'ex capo della polizia, Sir Paul Stephenson che si è dimesso in seguito al coinvolgimento nello scandalo. "Non ho fatto alcun attacco personale al primo ministro", ha dichiarato in audizione precisando di concordare con David Cameron sul fatto che l'assunzione di Neils Wallis da parte del Met era cosa "totalmente diversa" da quella di Andy Coulson come capo della comunicazione del primo ministro. Interrogato anche Dick Fedorcio, capo ufficio stampa di Scotland Yard, su cui la commissione indipendente per i reclami contro la polizia britannica (Ipcc) ha aperto una inchiesta per i suoi legami con News International. Dalla Nigeria Cameron, parlando dei "grandi problemi" emersi a seguito dello scandalo, ha assicurato: "Siamo un grande Paese e li risolveremo". Intanto, secondo fonti citate dal Wall Street Journal, "già prima che lo scandalo delle intercettazioni venisse fuori nelle ultime settimane, Murdoch aveva preso in considerazione l'ipotesi di cedere l'incarico di CEO a Chase Carey per conservare il titolo di presidente esecutivo". "Anche se Murdoch decidesse di compiere questo cambiamento, non lo farebbe proprio adesso", ha aggiunto la stessa fonte. Pirati informatici, invece, hanno attaccato 'The Sun'. "Murdoch sarebbe stato trovato morto nel suo giardino. Avrebbe ingerito una grossa quantità di palladio". Questo quanto apparso in un falso articolo al quale sono stati rimandati i lettori del tabloid inglese che ieri notte si sono collegati con il suo sito web. Si è trattato di un attacco compiuto dagli hacker di LulzSec, che poi hanno rivendicato la loro azione su Twitter.
Articlolo scritto da: Adnkronos