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Stop agli scarichi liberi a Ponte Buriano con la fitodepurazione

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Stop agli scarichi liberi a Ponte Buriano con la fitodepurazione

Prosegue il percorso ambientale di Nuove Acque nella Settimana dello Sviluppo Sostenibile dell’Unesco. Dopo l’impegno per i giovani, il risparmio energetico della microturbina e il contenimento degli sprechi con la telelettura, ora è il momento di dire stop agli scarichi liberi di Ponte Buriano, grazie al nuovo impianto di fitodepurazione, inaugurata questa mattina alla presenza dell'Ass. alla difesa del suolo della Provincia di Arezzo Antonio Perferi, dell’Ass. all’Ambiente della Provincia di Arezzo Andrea Cutini, dell'Ass. ai lavori pubblici del Comune di Arezzo Franco Dringoli, dei vertici dell'Aato, il Presidente Dario Casini, il Consiglio di Amministrazione e il Direttore Massimiliano Refi, oltre ai vertici aziendali di Nuove Acque.

Da oggi sarà quindi possibile trattare le acque reflue urbane provenienti dai nuclei abitati di Ponte Buriano, Casa al Fischio ed una parte di Cincelli, anche se in realtà l’impianto è predisposto per ricevere in futuro ulteriori contributi dalla restante parte della frazione di Cincelli e di Meliciano.

In questo caso, poi, il significato ambientale del progetto si arricchisce, poiché il fitodepuratore rientra in una zona di particolare pregio ambientale, ovvero l’area contigua al fiume Arno nel tratto che va da Ponte Buriano fino all’invaso artificiale della Penna, identificata come Sito d’Importanza Comunitaria proposto (pSIC). Ma non solo, siamo di fatto dentro ai confini della Riserva Naturale Regionale “Ponte Buriano e Penna”, che da oggi quindi sarà dunque ulteriormente protetta e preservata.

Sinora infatti, i locali sistemi fognari erano disgiunti tra loro e le acque reflue prodotte venivano scaricate a cielo aperto direttamente in Arno o in fossi che poi vi si congiungono. Con questo nuovo collettore fognario e con il relativo impianto di depurazione, si dà invece una soluzione definitiva ed efficiente.

Un impegno onorato da parte di Nuove Acque, che arriva così a quota 33 nuovi impianti di depurazione che si vanno ad aggiungere ai 45 già presenti, investendo nel settore quasi 21 milioni di euro, 730.000 in questo specifico caso, con un contributo della Regione Toscana di circa € 100.000, ottenuto tramite la Provincia di Arezzo nell'ambito di progetti per la salvaguardia delle riserve naturali. L’investimento per il fitodepuratore di Ponte Buriano rientra nel Piano degli investimenti dell’Aato 4 Alto Valdarno.

Vale poi la pena sottolineare i vantaggi della fitodepurazione, un sistema naturale di depurazione delle acque di scarico che subiscono un pretrattamento per bloccare solidi, sostanze saponose e materiali vari, dopodiché passano attraverso l’azione di un bacino impermeabilizzato riempito con materiale ghiaioso e con piante acquatiche. La fitodepurazione funziona in assenza di energia aggiunta e quindi permette un risparmio energetico rispetto agli impianti tradizionali. L’impianto è quindi "ecocompatibile".

Senza tralasciare poi i vantaggi facilmente visibili per tutti: gli impianti di fitodepurazione minimizzano l'impatto paesaggistico, tutelano le acque sotterranee specialmente nelle zone vulnerabili all'inquinamento da nitrati e azzerano i cattivi odori.

"La Provincia – dichiara Antonio Perferi, Assessore alle Aree Protette della Provincia di Arezzo – ha proposto a suo tempo la necessità di questo intervento alla attenzione del Comune, poi della Società Nuove Acque e lo ha sostenuto, anche finanziariamente, nell’ottica della riqualificazione ambientale dell’area di Ponte Buriano, con un beneficio per i residenti, per la qualità delle acque dei corsi d’acqua direttamente interessati e per gli ambienti naturali, che qui sono particolarmente importanti per numerose specie uccelli che vi trovano rifugio in diversi momenti dell’anno. Esprimo la mia soddisfazione per il proficuo rapporto istaurato con Nuove Acque che, assieme al Comune di Arezzo, ha creduto e investito in questo progetto e per il risultato ottenuto. Va sottolineato – prosegue l’Assessore – che proprio grazie alla istituzione Riserva Naturale è stato possibile disporre di uno strumento specifico per la tutela di questo territorio dove si concentrano molti motivi di interesse ambientale, storico e paesaggistico, ma anche diverse problematiche ambientali legati alla gestione idraulica della Diga di Penna, alla vicinanza di insediamenti all’area umida, alla presenza della infrastrutture di grande impatto ecc.. E’ proprio su queste problematiche che, grazie allìarea protetta, è stato possibile lavorare in modo più mirato, definire una strategia di interventi e intessere una rete di collaborazioni con i diversi soggetti interessati alla gestione del territorio e attingere anche a specifici canali di finanziamento destinati alla tutela ambientale."