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Scontro di Civiltà per un ascensore a P.zza Vittorio di Amara Lakhous

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Scontro di Civiltà per un ascensore a P.zza Vittorio di Amara Lakhous

Titolo importante, si nota subito. L'autore è un algerino naturalizzato italiano, classe 1970. Ha due lauree, una in filosofia all'Università di Algeri, sua città natale, e una in antropologia culturale alla Sapienza di Roma, dove vive dal 1995. Oltre a scrivere romanzi, è anche impegnato nello svolgere attività di mediatore culturale, interprete e traduttore.
Ed anche un po' quello che fa in questo romanzo.
Avviene un brutale omicidio in un ascensore di un tranquillo palazzo a piazza Vittorio. La vittima è un giovane uomo, Lorenzo Manfredini detto il Gladiatore.
E chi è il colpevole? Il principale indiziato è uno degli inquilini, Amedeo.
E come si snodano le vicende del romanzo? Attraverso le voci di tutti gli inquilini del palazzo, tutti molto diversi tra loro. Abbiamo l'immigrato iraniano Parviz, sofferente per aver lasciato la famiglia in Iran, la scontrosa portinaia napoletana Benedetta Esposito, il negoziante bengalese Iqbal Amir Allah, la vedova Elisabetta Fabiani attaccata in maniera eccessiva al suo cane, la sfortunata colf peruviana Maria Cristina Gonzalez, il professore universitario milanese Antonio Marini, lo studente olandese Johan van Marten, il barista romano Sandro Dandini, la moglie di Amedeo, Stefania Massaro, il venditore di pesce algerino Abdallah Ben Kadour, e per finire il commissario di polizia Mauro Bettarini.
È un libro formato da capitoli brevi, storie di vita altrettanto ordinarie, di razzismo più o meno forte. E leggendo queste pagine sorridi dei vizi e delle virtù italiane e straniere, capisci da alcune semplici frasi quanto poco sai di quelle persone straniere che ti sembrano tutte uguali.

I due uomini sempre al centro del romanzo sono Amedeo, il sospettato, e il Gladiatore, la vittima. L'unica cosa che tutti i protagonisti condividono sono il profondo rispetto e la simpatia verso Amedeo, raffigurato come una sorta di santo, un benefattore che fa del bene a tutti, e dall'altra parte il disprezzo verso il Gladiatore, e la malcelata contentezza derivata dalla sua morte.
In questo romanzo non troviamo indagini serrate, interrogatori, rapimenti o fughe dell'ultimo minuto. Troviamo gente diversa che si confronta, si sfida e si accusa, forse per paura o forse per ignoranza. Ma non sono dipinti solamente i dissapori tra italiani e extracomunitari, li vediamo anche tra un algerino e un bengalese oltre ai litigi tra la moglie di Amedeo per l'incessante abbaiare del cane di Elisabetta Santini, e le continue critiche di una mente troppo milanese (il professor Antonio Marini) per vivere in una città pigra e chiassosa come Roma.
E poi, tra un capitolo e all'altro, le riflessioni di Amedeo, il suo passato traumatico in Algeri che viene a galla, il suo amore per Stefania.
Questa non è solo una storia narrata in un romanzo, ma anche un ritratto a tratti umoristico della nostra società per riflettere su un dilagante problema non proprio umoristico: il razzismo.

Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio è edito da Edizioni e/o, p. 192, euro 12.

Dal libro è stato tratto l'omonimo film diretto da Isotta Toso.

Di Amara Lakhous sono stati pubblicati in Italia: Le cimici e il pirata, Divorzio all'islamica in viale Marconi e Un pirata piccolo piccolo.

Articlolo scritto da: Irene Mori