Home Attualità Rischio idrogeologico, il territorio aretino ai raggi X

Rischio idrogeologico, il territorio aretino ai raggi X

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Arezzo – “Sulla difesa del suolo e sulla tutela dal rischio idrogeologico ognuno assumersi le proprie responsabilità e svolgere il proprio ruolo nel modo giusto”. E' questo il messaggio lanciato dall'Assessore provinciale alla difesa del suolo Antonio Perferi nella conferenza stampa convocata per fare il punto della situazione su un argomento tornato in questi giorni di tragica attualità. “Voglio sottolineare l'importanza di investire risorse in un settore nel quale poi, quando si interviene in emergenza come stiamo vedendo in questi giorni, le spese sono decuplicate, se non centuplicate -, ha proseguito Perferi. La protezione dal rischio idrogeologico è divenuta ormai una necessità impellente, se consideriamo che circa due terzi del nostro paese mostra preoccupanti fenomeni di degrado. Una tale vasta attività tecnico-amministrativa non può essere svolta da un solo soggetto istituzionale ma occorre la collaborazione e la concertazione di tutti i soggetti che a vario titolo operano nel territorio, specialmente quando portatori di interessi concorrenti. Dal canto suo, questa Provincia, esercita un’azione su più livelli, tutti convergenti ad ottenere una graduale riduzione del rischio idraulico ed idrogeologico diffuso sul proprio territorio. Sul piano infrastrutturale abbiamo da tempo realizzato e dato avvio ad importanti interventi previsti dal Piano stralcio rischio idraulico del fiume Arno dei quali fanno parte gli interventi previsti in Valdarno Superiore sulla base di un Accordo di programma integrato nel 2009. Anche in Casentino sono stati investiti finanziamenti statali e regionali che hanno già consentito di ridurre il rischio idraulico sull’abitato di Bibbiena Stazione in sinergia con la costruzione di un’importante infrastruttura viaria che farà parte di un sistema di casse di espansione. Sempre in questa vallata, con il coordinamento della Provincia, si sta attuando quanto previsto dal Protocollo sottoscritto tra l’Autorità di Bacino, la Regione Toscana, la Comunità Montana del Casentino e la Provincia di Arezzo per dare corso alla realizzazione delle casse di espansione previste nel piano di bacino. La Provincia è inoltre impegnata nella progettazione e realizzazione di importanti interventi anche nel bacino del Tevere Toscano nei Comuni di Arezzo e Monterchi, e fornisce il suo contributo tecnico e amministrativo per gli interventi sulla città di Arezzo e in Val di Chiana. Dal punto di vista urbanistico la Provincia, attraverso il proprio strumento di pianificazione, ha sempre mirato al rispetto degli ambiti di pertinenza fluviale e delle opere idrauliche ereditate dai nostri predecessori, la cui tutela è divenuta vitale per la sicurezza del tessuto urbano sviluppatosi nei territori. Particolare attenzione viene rivolta quotidianamente, attraverso un’attività amministrativa e di polizia idraulica, anche al patrimonio edilizio che insiste nella fasce di rispetto dei corsi d’acqua, la cui presenza, oltre ad impedire la vigilanza e il pronto intervento rende praticamente impossibile l’adeguamento delle sezioni idrauliche e delle arginature. Tali edifici inoltre, proprio per la loro collocazione, contribuiscono a far crescere l’ammontare dei beni esposti e vulnerabili e quindi sono fonte di futuri danni da alluvione. Nonostante il notevole impegno profuso, molto ancora deve essere fatto in ordine alla formazione di una coscienza di tutela e salvaguardia dei valori territoriali e ambientali che non è ancora unanimemente riconosciuta, sia dai soggetti istituzionali che dagli operatori economici. Particolare attenzione dovrà essere dimostrata sia nei confronti di quelle criticità che contraddistinguono, oggi, un quadro di pericolosità evidente, anche in considerazione di un uso non sempre previdente delle risorse territoriali, sia di quelle situazioni di crescita produttiva, urbana e periurbana attorno ad aree potenzialmente allagabili. Di qui, come dicevo i apertura, la crescente necessità di passare da una politica dell’emergenza ad un attento programma di prevenzione e di governo dei processi di degrado, badando alla relazione tra ambiente e presenza antropica, e potendo, al tempo stesso, avvalersi di tecnologie innovative ed efficaci per l’esecuzione delle opere e la manutenzione, ma capaci al contempo di mitigare l’impatto ambientale. L’obiettivo di questa Amministrazione è quello di individuare strategie che rilancino l’attività di difesa del suolo e di tutela e programmazione, coinvolgendo su un progetto condiviso tra quanti, oggi in ambiti differenti e spesso non comunicanti, sono protagonisti nella gestione del territorio”, ha concluso l'Assessore. Tra gli interventi strutturali ricordiamo che ne sono stati realizzati per la riduzione del rischio idraulico in Valdarno Superiore, quali quelli per la messa in sicurezza dell’abitato di Terranova con la Cassa sul torrente Ciuffenna e l’adeguamento di alcuni ponti nel tratto urbano. Vi è poi la recente realizzazione della cassa sul torrente Ambra ad Ambra che assieme alla cassa sugli affluenti Lusignana e Trove contribuirà a ridurre fortemente il rischio idraulico sul fondovalle. Parte di questi interventi rientrano nell’Accordo di programma, sottoscritto nel 1995 che rappresenta una tappa fondamentale per la messa in sicurezza del Bacino del Valdarno Superiore e si inserisce in un piano di interventi che da allora ad oggi ha visto tutti gli enti interessati contribuire per quasi 18 milioni di euro di cui oltre otto già realizzati e, circa 10 milioni in corso di progettazione e realizzazione. Complessivamente la Provincia vi ha contribuito per oltre 4 milioni di euro. Tra gli interventi realizzati si rammenta la cassa di espansione del Ciuffenna e l’adeguamento della sezione idraulica del torrente a Terranova, l’adeguamento del torrente Faella, oltre all’adeguamento del sistema idraulico minore nei comuni di Montevarchi e San Giovanni. È stata completata ed approvata la progettazione preliminare della Cassa delle Padulette, nel Comune di Montevarchi, che sarà sinergica alla previsione di rialzo della diga di Levane, di cui si dispone del progetto definitivo. Complessivamente questi interventi (sulla diga di Levane e sulle casse di espansione) comportano una spesa complessiva di oltre 45 milioni di euro, ma possono essere suddivisi in stralci funzionali per ottenere già un beneficio apprezzabile a fronte di una spesa sostenibile. Anche la città di Arezzo è soggetta a rischio idraulico, e per questo la Provincia da tempo collabora con l’Amministrazione comunale sia nella progettazione e realizzazione di interventi sui corsi d’acqua che interessano i vari centri abitati, sia nel contribuire alla ricerca dei finanziamenti necessari alla realizzazione di interventi strutturali più importanti come le casse di espansione. È stato consegnato alla Regione un documento per la riduzione del rischio idraulico di Arezzo che prevede la realizzazione di un sistema di casse di espansione in quattro corsi d’acqua: Castro, Bicchieraia, Valtina e Sellina, oltre al consolidamento ed adeguamento degli argini del Castro e del Bicchieraia nei tratti pensili, a monte della Parata. Il costo previsto per la realizzazione dei primi stralci riguardanti tutti i corsi d’acqua elencati, ammonta a quasi 10 milioni di euro per il sistema di casse di espansione e di oltre 8 milioni di euro per l’adeguamento arginale dei tratti urbani del Castro e del Bicchieraia. L’intervento della Provincia ha interessato anche i territori della Valtiberina con la realizzazione di un sistema di argini a Palazzo del Pero per la regimazione delle acque di piena, finanziato con fondi regionali, ed è in corso la procedura amministrativa per la realizzazione di una cassa di espansione a monte di questo centro abitato. Più a valle, sempre lungo l’asta fluviale del Cerfone, è disponibile la progettazione preliminare di una cassa di espansione per la riduzione del rischio idraulico della zona artigianale di Le Ville e Pocaia, in comune di Monterchi di cui disponiamo una parte dei f
ondi necessari. Inoltre Il 3 novembre 2010 è stato sottoscritto l’Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la Regione Toscana finalizzato alla programmazione ed al finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico. In particolare gli interventi urgenti da finanziare con l’Accordo di Programma ammontano a 126.573.395 euro, di cui 59.573.395 a carico della Regione Toscana e 67.000.000 a carico del Ministero. Per fronteggiare situazioni di maggiore emergenza e criticità, in attesa del trasferimento delle risorse di parte statale, la Regione si è resa disponibile ad impiegare per la copertura degli interventi, proprie risorse per circa 27 milioni di euro. Cinque sono i progetti che saranno finanziati per la Provincia di Arezzo e che sono già pronti e appaltati. La zona di intervento è la Valdichiana con il ripristino di opere idrauliche nei comuni di Arezzo, Cortona, Foiano e Montepulciano. “Anche in questo caso – commenta l'Assessore Perferi – l'Amministrazione provinciale si è fatta trovare pronta, capace di intercettare finanziamenti e cogliere una grande opportunità, completando a tempo di record i progetti al fine di assicurare il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei corsi d’acqua. Trovare risorse per questi lavori è sempre più complicato a causa dei vincoli alla spesa imposti dal Patto di stabilità, ma consideriamo l’attività di difesa e di tutela del territorio una necessità impellente, per passare da una politica dell’emergenza, ad un’ attenta azione di pianificazione. Va chiarito, infine, che il complesso dedalo di competenze che la norma regionale ha concepito, è rivolta all’azione finalizzata al buon regime delle acque e non ad interventi in ambito igienico-sanitario, di controllo della fauna, di rimozione di rifiuti o semplicemente di decoro cittadino che invece investono le amministrazioni comunali. Un ruolo attivo spetta anche ai cittadini che in prima persona sono chiamati a difendere i loro beni da erosioni o smottamenti presenti lungo le sponde realizzando le difese necessarie laddove queste minaccino la stabilità e l’integrità di beni privati, previa autorizzazione dell’autorità idraulica. Il problema del rischio idraulico, vista la situazione attuale, richiede quindi un forte investimento in termini economici e di crescita della coscienza della sicurezza a cui tutti siamo chiamati a contribuire: soggetti pubblici, forze economiche e privati. Anche per questo mi preme ringraziare tutti quei cittadini che senza clamore, hanno dimostrato senso civico pagando il contributo di bonifica nonostante gli avvisi e i suggerimenti contrari che tanta risonanza hanno avuto in questi mesi”, conclude l'Assessore provinciale alla difesa del suolo Antonio Perferi.