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Poggio Cuculo: si rafforza il ‘cuore’ del ciclo idrico aretino

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Poggio Cuculo: si rafforza il ‘cuore’ del ciclo idrico aretino

Arezzo – E’ il grande “rubinetto” di Arezzo. Il cuore tecnologico della qualità dell’acqua che viene distribuita ad Arezzo. L’impianto di Poggio Cuculo che venne inaugurato dall’allora ministro e oggi Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, viene ulteriormente potenziato. Nuove Acque ha appena consegnato i lavori alla ditta incaricata dell’ampliamento. Il cantiere aprirà tra poco e i lavori si concluderanno nei primi mesi del prossimo anno.
“Si tratta di un investimento di oltre 2 milioni di euro – commenta l’Amministratore Delegato Jerome Douziech – che si aggiunge alle ottimizzazioni realizzate in questi anni. Il cantiere non influirà, ovviamente, sull’attività del potabilizzatore e quindi l’erogazione continuerà ad essere garantita, come sempre in questi anni, in modo costante e con un’alta qualità e gradevolezza dell’acqua. Al termine dei lavori, ci sarà un miglioramento del servizio alla città di Arezzo ed alle località collegate. Questo grazie all’attivazione di una nuova linea di trattamento per una portata aggiuntiva di 40 litri al secondo che sarà realizzata con la tecnologie di ultima generazione portando la portata complessiva a regime pari a 400 litri al secondo. In questo modo saremo pronti a garantire l’acqua anche nelle zone di nuova realizzazione: avremo acqua a sufficienza non solo per coprire la domanda esistente ma anche quella futura, prevedibile sulla base delle scelte urbanistiche del Comune e degli indici di crescita della popolazione”.
Gli interventi prevedono anche migliorie sull’impianto esistente.
“Realizzeremo anche un nuovo edificio all’interno del quale verranno installate 4 nuove pompe per l’impianto di sollevamento – conclude Douziech. Infine provvederemo anche ad una nuova sistemazione dell’arredo e dell’area esterna che si è resa necessaria dopo un decennio di attività”.
Il potabilizzatore di Poggio Cuculo utilizza le migliori tecnologie disponibili per consentire un efficace trattamento dell’acqua del Tevere che arriva all’impianto dalla diga di Montedoglio.
La prima fase è quella della pre-ozonizzazione: all’acqua viene aggiunto ozono, una forma di ossigeno particolarmente forte ed ossidante, che ha il compito di rendere le sostanze indesiderabili presenti nell’acqua più disponibili ai trattamenti successivi.
La seconda fase è la chiariflocculazione: tutto ciò di disperso e non in soluzione che è presente nell’acqua, viene rimosso ed allontanato sotto forma di fanghi. In questo modo l’acqua diventa più chiara.
La terza fase è quella della post-ozonizzazione e qui si ripete il procedimento della prima: si rendono gli elementi più disponibili ai successivi trattamenti attua una fortissima azione ossidante sui microorganismi e le sostanze indesiderate residue, facilitandone i successivi trattamenti.
Infine ecco la filtrazione sul carbone che ha il compito di trattenere anche le sostanze disciolte in microquantità che possono anche dare all’acqua nonché odori e sapori indesiderabili.
A questo punto l’acqua sarebbe pronta per finire nel bicchiere. Ma c’è un problema: dal potabilizzatore deve giungere nelle case attraverso un viaggio che può essere di pochi ma anche di molti chilometri. E per prepararla a questo viaggio, l’acqua subisce un ultimo trattamento con biossido di cloro, un gas che non lascia sapore e che garantisce la sicurezza dell’acqua durante il suo viaggio verso i fino ai rubinetti di casa”.