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Oltre la metà degli italiani spreca meno cibo per la crisi

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Oltre la metà degli italiani spreca meno cibo per la crisi

Cernobbio (Co), 21 ott. – (Adnkronos) – Oltre metà degli italiani, il 57%, ha ridotto lo spreco di cibo per effetto della crisi. E' quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine su 'Gli italiani e l'alimentazione nel tempo della crisi', realizzata da Coldiretti-Swg a ottobre 2011 e presentata nel corso del Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Villa d'Este di Cernobbio. In Italia gli sprechi alimentari, sottolinea la Coldiretti, equivalgono a un valore annuale di ben 37 miliardi di euro in grado di garantire l'alimentazione per ben 44 milioni di persone. Tra coloro che hanno ridotto lo spreco il 47% lo ha fatto – conclude la Coldiretti – facendo la spesa in modo più oculato, il 31% riducendo le dosi acquistate, il 24% utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18% guardando con piu' attenzione alla data di scadenza. "Si tratta di una tendenza positiva in un Paese come l'Italia dove a causa degli sprechi dal campo alla tavola viene perso cibo per oltre dieci milioni di tonnellate" ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che è importante un recupero di sensibilità nei confronti del cibo e del suo valore, soprattutto in un mondo dove 'la globalizzazione dei mercati, a cui non ha fatto seguito quella della politica, ha portato a un deficit di responsabilità, di onestà e di trasparenza che ha generato la crisi internazionale e ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi, come fosse un aspirapolvere o un frigorifero". E così gli italiani cambiano le abitudini anche nel fare la spesa e si inverte la tendenza, aumenta il tempo dedicato dalla maggioranza degli italiani (55%) a fare la spesa, nei confronti della quale ben il 72% dichiara di prestare una maggiore attenzione rispetto al passato. Se è dunque naturale – sostiene la Coldiretti – che in tempo di crisi ben il 61% confronti con più attenzione i prezzi e il 59% guardi alle offerte 3 x 2, è interessante verificare che ben il 43% si accerta della qualità dei prodotti e una percentuale analoga verifica la provenienza. "Un risultato che mette in evidenza una tendenza alla ricerca del miglior rapporto prezzo qualità per l'alimentazione davanti alla vastita' dell'offerta sugli scaffali" afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Ma anche un'altra abitudine è cambiata: infatti, ben il 25% degli italiani ha aumentato nel 2011 la frequenza dei discount mentre, all'opposto, il 38% ha ridotto la propria presenza nei negozi tradizionali, che rischiano un vero crac mentre tengono sostanzialmente i supermercati. "Si evidenzia la tendenza da parte di un crescente segmento della popolazione ad acquistare prodotti alimentari a basso prezzo nei discount, a cui però può corrispondere anche una bassa qualità con il rischio che il risparmio sia solo apparente" afferma Marini.

Articlolo scritto da: Adnkronos