Home Nazionale Nucleare, 3 centrali in costruzione in Francia, Slovacchia e Finlandia

Nucleare, 3 centrali in costruzione in Francia, Slovacchia e Finlandia

0

Roma, 18 mar. (Adnkronos/Ign) – Gli incidenti giapponesi alle centrali nucleari hanno aperto in tutta Europa il dibattito sul futuro dell'atomo. Per ora sono stati avviati i test di resistenza (stress test) che saranno, tuttavia, su base volontaria. Ci sono 442 centrali nel mondo, di cui 143 attive nell'Unione Europea, a detta del commissario europeo all'energia, Guenther Hoettinger. Gli investimenti nel settore del nucleare non sono mai decollati a seguito della tragedia di Chernobyl, nel 1986, valutata di livello 7 sulla scala Ines (da 1 a 7), mentre quella di Fukushima, per ora, sarebbe di livello appena inferiore.
Attualmente sono tre nell'Unione Europea le centrali in costruzione, in Francia, Slovacchia e Finlandia. La Germania, il Belgio e l'Olanda hanno deciso da tempo l'uscita graduale dal nucleare, un processo chiamato "phasing out", con la chiusura degli impianti che arrivano alla fine del ciclo produttivo previsto, senza poi essere sostituiti con nuove centrali.
La Germania aveva stabilito di estendere il ciclo vitale dei suoi 17 impianti atomici. L'incidente giapponese ha provocato la decisione del governo tedesco di chiudere definitivamente le 2 centrali che arriveranno a fine vita nei prossimi tre mesi e di aprire un periodo di riflessione sul da farsi. In Belgio qualsiasi strategia nel settore resta paralizzata dall'assenza di un governo. In Svezia, dove un impianto e' stato definitivamente chiuso nei mesi scorsi, si e' deciso di consentire l'eventuale costruzione di nuovi reattori solo sui siti delle vecchie centrali. Ma anche qui si e' riaperto il dibattito. Pure la Svizzera, in cui sono operative 5 centrali che soddisfano il 40% del fabbisogno energetico, ha deciso la sospensione dei piani di costruzione di nuovi impianti nucleari. "Un blocco da rispettare -ha sottolineato il ministro dell'energia, Doris Leuthard- finche' gli standard di sicurezza non saranno rivisti e, se necessario, aggiornati".
Riguardo alla Francia, il premier Sarkozy ha detto che "di uscire dal nucleare non se ne parla neanche". Nel Paese sono attive 58 centrali e l'80% dell'energia prodotta e' di origine nucleare. Un fatto che permette di avere un'elettricita' meno cara del 40% rispetto al resto dell'Unione Europea. Quanto all'Italia, i ministri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico, Prestigiacomo e Romani, hanno confermato il piano nucleare del governo. Per Romani "la scelta nel nostro continente e' gia' avvenuta. In Italia importiamo il 19% del nostro fabbisogno dal nucleare. Il percorso legislativo che ha sancito il ritorno all'energia atomica la dice lunga: siamo partiti dalla sicurezza, alla cui Agenzia abbiamo messo a capo il professor Umberto Veronesi. Insieme agli altri Paesi europei -ha sottolineato il ministro- valuteremo se sia giusto prolungare la vita delle centrali di prima e seconda generazione, come Fukushima".

Articlolo scritto da: Adnkronos