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Niente cellulari e tv, i teenager scoprono la vacanza ‘sostenibile’

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Niente cellulari e tv, i teenager scoprono la vacanza ‘sostenibile’
notte agazzi alcol

Roma, 11 lug. – (Adnkronos) – Vacanze 'consapevoli' e 'sostenibili' per educare bambini e ragazzi al rispetto della natura e dell'ambiente, e soprattutto per allontanarli da tutti gli elementi che 'inquinano' quotidianamente la loro vita di relazione. Allora niente cellulari e tv, videogiochi e computer, ma solo natura, giochi all'aperto, bici e canoe, e una socializzazione fatta di emozioni condivise.
Pochi i contatti con la famiglia, perché nello spirito di queste vacanze c'è anche il distacco da mamma e papà. E un occhio attento all'alimentazione, parte del programma di 'disintossicazione' dalle cattive abitudini di tutti i giorni. Ci sono i 'Campi avventura', nati 30 anni fa e storico fiore all'occhiello del Wwf, leader assoluto per numeri ed esperienza in questo tipo di proposte, che da quest'anno sono affiancati da 'Campi Oasi' e 'Campi Verde e Blu'. Ma ci sono i 107 campi scuola della Protezione civile, 'Anch'io sono la Protezione Civile', che coinvolgono oltre 3500 bambini e ragazzi dai 9 ai 18 anni: organizzati in collaborazione con le organizzazioni nazionali di volontariato e le Regioni, per la divulgazione della cultura di protezione civile sono quest'anno alla quarta edizione.
''Ogni anno il programma del Wwf coinvolge direttamente 5000 bambini tra i 6 e i 17 anni, che abbiamo diviso per fasce d'età perché hanno evidentemente esigenze sociali e didattiche differenziate – spiega all'Adnkronos Roberto Furlani, responsabile turismo Wwf Italia – Registriamo una domanda crescente, solo negli ultimi due anni c'è stata una lieve flessione, intorno al 3%, dovuta alla crisi economica''.
La prevalenza delle richieste arriva dal Nord rispetto al Centro-Sud. ''Risolviamo un problema alle famiglie nelle quali entrambi i genitori lavorano, e che sono sempre alla ricerca di attività riempitive per il lungo periodo delle vacanze scolastiche – osserva Furlani – ma che chiedono un certo spessore culturale e vogliono per i figli una vacanza che sia uno svago ma anche un'esperienza di crescita''. E da questo punto di vista si gioca la scommessa più importante, per i bambini ma soprattutto per gli adolescenti. ''Per i più piccoli queste vacanze sono spesso la prima occasione di autonomia dalla famiglia. Abbiamo notato negli anni che la famiglia tende sempre più a dotarli fin da piccoli di strumenti di controllo, primo fra tutti il cellulare''. Agli ospiti viene infatti chiesto di non portare i cellulari, ma ''spesso la richiesta viene disattesa – racconta Furlani – e allora vengono messi tutti in un posto e poi dati solo in alcuni momenti.
L'uso continuo del cellulare, tra telefonate e sms, rende infatti impossibile la coesione del gruppo''. Per quanto riguarda gli adolescenti, ancor più condizionati dalla comunicazione virtuale ''è una proposta di rottura dei tradizionali stili di vita, fatti di televisione, pc e cellulare. La scommessa è provare a vivere senza per una settimana, una scommessa quasi sempre vincente – sottolinea – Alla fine c'è una verifica: una chiacchierata con i ragazzi e poi un questionario inviato alla famiglia per chiedere come è andata. Il ritorno è sempre positivo, e le risposte al questionario per il 97% sono di piena soddisfazione''. Quasi tutti, dunque, riconoscono che ci si diverte anche senza gli occhi e l'attenzione incollati per ore a uno schermo, riscoprendo una 'socializzazione vecchia maniera'.
''I nostri campi sono una vera e propria provocazione verso lo stile di vita della maggior parte dei ragazzi – spiega ancora il responsabile Turismo del Wwf – e propongono un divertimento che costa meno ed è piu' a portata di mano''. ''I ragazzi hanno la vita sempre più organizzata, li spaventa un tempo a disposizione da gestire, ma la provocazione è sempre a lieto fine: sono 1 o 2 casi all'anno in cui non si riesce nell'intento. L'aspetto gioioso di condivisione e l'attenzione al rapporto con l'ambiente vincono sempre – osserva – Si passa dall'emozione data da un videogioco o da un film a quella dettata dalla natura: un bosco di notte o una serata intorno al fuoco, salire su un cavallo o pagaiare su un lago''.
''Un altro aspetto del progetto educativo dei campi riguarda l'alimentazione che è spesso disordinata o poco varia. Si prova a fare in modo che tutti mangino tutto, facendo attenzione all'equilibrio tra frutta, verdura e proteine di origine animale. Trovarsi in un ambiente nuovo e diverso e lo spirito di emulazione aiuta anche in questo campo ad avere buoni risultati''. Una sfida, dunque, a 360 gradi, che prova davvero a scardinare l'idea dello svago e del divertimento. Per farlo il Wwf si affida a operatori competenti e certificati. ''Sono persone che hanno formazione specifica, la carta di qualità di animatore. I capi del campo hanno anni di esperienza. I nuovi sono studenti di scienze naturali e pedagogia, che imparano come gestire un gruppo in crisi di mancanza della famiglia.
Stessa scommessa, ma con attenzione al ruolo attivo e partecipe che ognuno può svolgere nella tutela dell'ambiente, del territorio e della vita umana'': è l'obiettivo dei campi scuola "Anch'io sono la Protezione Civile", organizzati dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con le organizzazioni nazionali di volontariato e le Regioni, giunti quest'anno alla quarta edizione. Fino ad agosto oltre 3.500 bambini e ragazzi dai 9 ai 18 anni verranno coinvolti nei 107 campi scuola per una settimana formativa vissuta all'insegna dell'esperienza diretta del bosco e dello spirito di squadra. Il progetto riguarda tutto il territorio nazionale, ma si è scelto di privilegiare le aree a maggior valore naturalistico. Verranno coinvolte tutte le regioni italiane ad eccezione della Valle d'Aosta, del Trentino Alto Adige e della Basilicata.
I campi scuola sono dedicati alla prevenzione degli incendi boschivi e prevedono anche percorsi didattici dedicati alla conoscenza dei piani comunali di emergenza e dell'intero Sistema di protezione civile . ''In particolare – spiega la Protezione civile – considerando che solo una percentuale bassissima dei 5.828 comuni sotto i 5mila abitanti è dotata di un piano di protezione civile, i comuni che 'ospitano' i campi verranno sostenuti e incentivati a realizzare o aggiornare i piani di emergenza''.

Articlolo scritto da: Adnkronos