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‘Malavita napoletana’, oltre 60mila consensi a pagina di Facebook

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‘Malavita napoletana’, oltre 60mila consensi a pagina di Facebook

Napoli (Adnkronos) – L'immagine del profilo è quella di un bambino che chiude l'occhio sinistro per prendere la mira e impugna la pistola con la mano destra. Sulla foto la scritta 'O' sistema'. La pagina postata su Facebook, il social network più frequentato al mondo sta creando polemiche e forse anche confusione. Centinaia, forse migliaia i commenti, il più delle volte volgari spesso di condanna contro la criminalità, quasi sempre sgrammaticati e incomprensibili o comunque confusionari. E mentre le polemiche infuriano gli agenti del compartimento della Polizia postale di Napoli-Campania, con il dirigente Domenico Foglia stanno svolgendo accertamenti per verificare se 'Malavita napoletana' violi la legge. Intanto, la pagina 'Malavita napoletana' continua a fare proseliti: ad oggi sono ben 63.659 le persone che hanno cliccato su 'Mi piace'. Mediamente sono almeno una trentina i frequentatori di Facebook che hanno espresso il proprio gradimento su 'Malavita napoletana' e su quel bambino che impugna una pistola.
La giungla-web è comunque oggetto, a quanto apprende l'ADNKRONOS, di continui monitoraggi della parte della Polizia postale non solo della Campania ma di tutta Italia. "Monitoriamo continuamente la 'rete', tutto quello che accade nel web, ma non solo anche alcune trasmissioni televisive che vengono mandate in onda nelle piccole televisione", spiega il vicequestore domenico Foglia. "Il mio ufficio negli ultimi anni ha inviato decine di informative in Procura, sono il frutto della continua attività di ispezione che gli agenti della Polposta svolgono quotidianamente nella 'rete'".
Alla Polizia postale sostengono comunque che "è difficile ipotizzare che la camorra comunichi le proprie cose in un mondo così aperto e visibile a tutti come il web, in questo caso Facebook. Identico discorso vale per un altro social network popolare soprattutto tra i giovani come YouTube. Finora – spiegano gli investigatori – non è mai stato provato che i clan utilizzino Facebook come mezzo di comunicazione tra i loro affiliati". Sulle richieste di oscuramento che provengono da tanti cittadini che esprimono le loro opinioni attraverso Facebook, la Polizia postale fa sapere che "oscurare una pagina non è semplice: FB è gestito dagli Usa, se noi ravvisiamo dei reati che vengono commessi nella rete chiediamo al rappresentante locale del social network di intervenire. Ma il social network si riserva di valutare ed eventualmente oscurare – spiegano gli investigatori – bisogna operare con molta cautela per non incorrere poi in eventuali richieste di risarcimento per danno".

Articlolo scritto da: Adnkronos