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Le Idee di Roberto Vacca per un mondo complicato

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“Come salvare il prossimo decennio?”
Se lo chiede l’ing. Roberto Vacca nel suo ultimo libro edito da Garzanti che sarà presentato sabato 19 febbraio 2011 con inizio alle ore 17.00 all’interno della fortunata iniziativa Il Giardino delle Idee nel consueto scenario dell’Auditorium del Museo d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo (INFO: 0575 409050).

Camminando sulla “via della ragione” può capitare di imbattersi nel più razionale dei liberi pensatori italiani.
Con gli altri suoi colleghi, ingegneri elettronici, esperti di scenari globali e previsioni tecnologiche, non c’è partita: cultura enciclopedica, timbro di voce alla Gassman, ironia alla Flaiano, più affascinante di Sean Connery e quel guizzo che fa sempre la differenza.
In Roberto Vacca l’anima dell’uomo di scienza prevale su quella del letterato.
La sua scrittura è chiara come una formula matematica.
Le sue ipotesi sono costruite come teoremi da dimostrare.
Visioni, scenari, miraggi e tante domande.
Come andrà l’economia mondiale nei prossimi mesi?
L’innovazione continuerà ad accelerare anche se i finanziamenti caleranno?
Per Roberto Vacca “non c'è bisogno di rileggere G.B. Vico per ricordare che la storia si ripete” e “non basta usare formule matematiche per pretendere di avere eseguito analisi scientifiche credibili”.

Inoltre “oltre alle regole è vitale la produzione di conoscenza”.

Nel 1974 veniva pubblicato “La morte di megalopoli” con il sottotitolo “l’ultima spiaggia del progresso” ove prefigurava la vita di una grande arteria di New York nel 1993.

All’epoca Roberto Vacca insegnava, già da quindici anni, Automazione del Calcolo all’Università di Roma e da allora i suoi libri hanno rappresentato un fascio di luce per intere generazioni di ingegneri e manager.

In “Salvare il prossimo decennio” viene analizzato con la consueta lucidità un mondo in velocissima trasformazione, ove imperante è una crescente incertezza.

Ci sentiamo minacciati da guerre, pandemie vecchie e nuove, inquinamento, cambiamenti climatici, penurie alimentari, crisi energetiche, terrorismi, contrasti religiosi, crac economici.
La qualità della vita è certamente migliorata rispetto al passato, e tuttavia questo progresso ha un prezzo: un moltiplicarsi di sistemi sempre più complessi, e dunque sempre più vulnerabili. Così sono in molti ad annunciare, per il secondo decennio del nuovo secolo, catastrofi vere o presunte, o addirittura il collasso del pianeta.

Ma Roberto Vacca decide di distruggere vecchi miti e vari pregiudizi che continuano ad alimentare timori ingiustificati.

E cerca di cogliere i punti più fragili di un «sistema mondo» sempre più interconnesso e articolato, con taglio realista e scientificamente aggiornato.

Ne esce un quadro che ha diverse ombre, ma che offre anche straordinarie opportunità.

Per “Salvare il prossimo decennio” è senza dubbio necessario concentrare gli sforzi sui settori davvero vitali, prendere una serie di misure concrete (e corrette) ma soprattutto immaginare un mondo più giusto, basato su reti solidali e collaborative: ci sono numerose esperienze del genere, ora si tratta solo di prenderle a modello e moltiplicarle.

Alla domande “quale futuro energetico ci attende?” l’ing. Roberto Vacca risponde con “un avvenire energetico accettabile deve mirare anzitutto a razionalizzare le attività umane – trasporto, distribuzione, comunicazioni, impiego tempo libero – e innalzare livelli di uso e di competenza nel campo della tecnologia della comunicazione e dell’informazione. E-mail e Web possono ottimizzare rendimenti, decisioni, logistica – se usati in modo razionale, da utenti addestrati bene. Sarebbe necessario mirare a una pianificazione internazionale di produzione e uso di energia. L’idroelettrico potrà fornire l’equivalente di oltre 1.000 grandi centrali nucleari. Il fotovoltaico risolverà gran parte dei problemi, se riusciremo a passare da rendimenti del 15% a 75%”.