Home Cronaca La storia. Il padre la rifiuta e lei gli fa causa

La storia. Il padre la rifiuta e lei gli fa causa

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La storia. Il padre la rifiuta e lei gli fa causa

Arezzo – Non ha avuto neppure il tempo di venire al mondo che la vita le aveva già preparato un grosso prezzo da pagare. La storia è quella di una ventenne, residente fino a poco tempo fa in provincia di Arezzo, il cui padre non l’ha mai voluta riconoscere. E non solo non ha contribuito a mantenerla, ma ha deciso di non avere neppure contatti con lei. Così dopo anni di sofferenze e di difficoltà, anche economiche, oggi ha deciso di fare causa a quel babbo 'lontano', perché, nonostante il tempo curi tutto, non ha mai superato il rifiuto subito.
La storia ha come sfondo la provincia aretina, l'alto Casentino per l'esattezza, e per protagonista una ragazza figlia di una coppia di fatto. I genitori poco dopo la nascita della piccola decidono di separarsi. Così la bimba va a vivere con la madre mentre il padre si è trasferisce a Mantova. Da quel momento la ragazzina non ha più incontrato il babbo, che non l’avrebbe nemmeno mai cercata, ed è cresciuta con la nuova famiglia della mamma. Adesso però, dopo tanti anni da quell’abbandono, ha deciso di dar voce al proprio dolore pretendendo un sostegno da quell'uomo che le ha dato la vita. Così, dopo aver terminato gli studi e trovato un lavoro, ha fatto causa al babbo chiedendo un risarcimento di oltre centomila euro per il danno esistenziale subito. Ad assisterla nella controversia, in corso al Tribunale di Mantova è l'avvocato aretino Iacopo Gori. "Si tratta di una delle prime richieste in questo senso – spiega il legale – dal momento che, a dispetto di una casistica abbastanza diffusa, sono ancora pochissimi i precedenti di iniziative simili e che hanno effettivamente portato ad una condanna del genitore. Finalmente oggi, grazie ad alcune importanti prese di posizione della Corte di Cassazione, è possibile considerare come un vero e proprio diritto costituzionale quello alla famiglia e ad avere dei genitori, per cui il comportamento di chi si sottrae volontariamente ai propri obblighi non può che essere fonte di un danno serio ed irreparabile per un figlio, che vede negarsi un apporto fondamentale per il suo sviluppo psico – fisico".
La prossima udienza sarà celebrata a maggio quando saranno ascoltati testimoni che dovrebbero confermare come la ragazza non abbia mai avuto contatti con il padre dopo che lui si è trasferito al nord.