La collaborazione funziona. Il “sistema integrato” continua a dare risposte ai bambini e alle famiglie. “La sinergia tra Comune, Stato e privato sociale – sottolinea l’assessore alle politiche educative De Robertis – consente, nonostante la crisi generale e della finanza locale in particolare, di soddisfare le domande delle famiglie per nidi e materne”. E si prevedono ulteriori collaborazioni: “dobbiamo puntare ad avere criteri omogenei di accesso – afferma il Dirigente della scuola statale, Danilo Brozzi. Adesso ogni scuola segue propri metodi che creano non pochi problemi organizzativi”. Difficoltà che – come sottolinea De Robertis – verranno superate con il nuovo software che sarà in grado di rendere immediatamente visibile domanda ed offerta. “Il sistema integrato – ha evidenziato Stefania Brizzi della Fism – sta dando ottimi risultati anche in termini di qualità con gli scambi pedagogici tra le varie componenti del sistema stesso”.
Il Comune è particolarmente impegnato nei nidi, cioè nei servizi per i bambini fino a 3 anni che lo Stato non garantisce per dedicarsi esclusivamente alle materne e cioè ai piccoli che hanno da 3 a 6 ani.
A livello nazionale la percentuale di domanda potenziale di nido è soddisfatta al 10%. Questa percentuale arriva al 26% nella Regione Toscana e ad Arezzo sale fino al 35%: quindi tre volte e mezzo la media nazionale.
Quanto alle materne, dove la presenza e quindi l’offerta è di tutti i soggetti, si arriva a sfiorare il 90% dell’utenza potenziale. Con quest’ultima d’intende il numero totale di bambini che sono nell’età giusta per usufruire del servizio, indipendentemente dal fatto che i genitori abbiano fatto domanda.
Il nido (0 – 3 anni)
Il Comune dispone di 595 posti tra diretti e convenzionati e il sistema dei nidi privati accreditati e autorizzati di altri 223 Complessivamente 818 posti che non sono ancora totalmente coperti. Il Comune ha, alla data del 26 ottobre 2011, 10 posti liberi e il privato ne ha 77. Questo non vuol dire che ci siano più posti rispetto alle domande. Gli uffici comunali sono infatti impegnati a chiamare i genitori i cui figli sono in lista di attesa: sono 97 ai comunali e 2 ai privati. I tempi di verifica non sono brevi perché la graduatoria deve scorrere con un nome alla volta: raccomandata del Comune alla famiglia, risposta di quest’ultima e in caso di mancato assenso, passaggio al nome successivo nella lista. La semplice telefonata non basta perché in passato si sono registrati ricorsi che hanno contestato la validità della semplice risposta verbale.
E’ comunque probabile che si arrivi ad un saldo molto vicino alla zero e cioè ad una diffusa e consistente risposta positiva alle domande delle famiglie.
La percentuale dei bambini stranieri è in calo: erano il 16% nel 2010 e sono il 13,7% quest’anno.
Materne (3 – 6 anni)
Per questa fascia d’età, la risposta complessiva offerta da Comune, Stato e privati è veramente alta ed arriva all’84,7%.
Qui è necessario fare una chiara differenziazione tra richiesta e domanda effettiva: le famiglie iscrivono infatti il figlio a più scuole, individuandone una come prioritaria e le altre come possibili. Questo dato va quindi scremato e si arriva così ad una domanda effettiva di 1.118 posti che viene soddisfatta quasi al 90%. Un altro elemento di particolarità è la residenza dei piccoli. Mentre il Comune, sia nei nidi che nelle materne, accoglie solo i residenti nel territorio comunale, lo Stato e il privato, sulla base delle disposizioni ministeriali, non ha questo vincolo. Un elemento che determina il fattore attrattivo da altri comuni verso Arezzo e senza il quale la percentuale di risposta alla domanda di scuola materna arriverebbe a sfiorare il 90%. Inoltre la scuola dell’infanzia statale e privata, sulla base di una circolare ministeriale, può accogliere bambini nati fino al 30 aprile 2009 e non fino al 31 dicembre 2008 come nelle comunali. Se venisse rispettato il criterio dei tre anni, la percentuale di soddisfazione della domanda salirebbe ulteriormente.