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Il gruppo di minoranza sulla chiusura della scuola materna di Subbiano

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Il gruppo di minoranza sulla chiusura della scuola materna di Subbiano

Esprimiamo sconcerto e delusione per la risposta alla nostra richiesta di convocazione di Consiglio Comunale in merito alla scuola dell’infanzia di Subbiano e alle problematiche inerenti la chiusura improvvisa del plesso scolastico. Due settimane fa, infatti, in maniera del tutto inaspettata, il Sindaco Maggini e l’Assessore Sereni avevano comunicato la chiusura anticipata della scuola e la sospensione dell’attività didattica a circa 130 bambini e alle loro famiglie. La rinnovata paura per il pericolo amianto presente sul tetto della scuola (inizialmente negato dal Sindaco) e i disagi logistici per la sospensione del servizio, avevano gettato i genitori nello sconforto. Solo dopo richieste accorate delle famiglie e nostre era stata offerta una soluzione di sorveglianza parziale in un locale parrocchiale ed in seguito era stata riconosciuta a denti stretti l’emergenza amianto (in presenza anche di relazioni tecniche allarmanti che ci si era guardati bene dal menzionare durante il primo incontro con i genitori).
Noi, gruppo di minoranza, avevamo richiesto immediatamente la convocazione di un Consiglio Comunale per far piena luce sull’accaduto e per trovare insieme soluzioni a potenziali problematiche derivanti dagli sviluppi della vicenda stessa. Invitavamo a considerare la possibilità di convocare una seduta pubblica data l’importanza dell’argomento per la popolazione tutta e, proprio per la cogenza della tematica, ci aspettavamo un accoglimento unanime della nostra proposta da parte dei componenti del gruppo di maggioranza del Consiglio Comunale.
Dopo quasi dieci giorni di silenzio, giovedì 22 dicembre, ci è giunta risposta scritta. In questa, il presidente del consiglio Valdarnini esordisce menzionando una tardiva comunicazione dell’ufficio protocollo. Prosegue poi con un elaborato di due pagine in perfetto stile burocratese, contornato da riferimenti al Regolamento Comunale e da tecnicismi vari in cui ci comunica la non validità della nostra richiesta poiché non allegati una “relazione che illustra l’oggetto da trattare” o uno “schema di deliberazione”.
Riteniamo che un tema di questa portata meriti di essere trattato con più umanità e concretezza e ci chiediamo se chi sciorina tecnicismi procedurali ha vaghissima idea della gravità della situazione e dell’urgenza di un confronto pubblico a riguardo.
La nostra richiesta di un Consiglio Comunale si basava sulla effettiva necessità, espressaci anche da molti cittadini, di avere un confronto libero e fruttuoso su un argomento che non necessitava di relazioni scritte da parte nostra ma di una generale disponibilità al confronto vero e alla trasparenza sulle ragioni dell’atto intrapreso, sulla modalità dello svolgimento dei lavori, sui tempi, sulle opportunità e sulle conseguenze per la scuola e per l’ ambiente circostante, in cui vivono e lavorano molti cittadini che hanno diritto di sapere e di esprimere la loro opinione a riguardo invece di subire senza possibilità di appello i fin troppi “schemi di deliberazione” adottati da altri a loro insaputa.
Questa risposta che voleva essere un tributo alla correttezza regolamentare, una manifestazione di zelo totale nei confronti della procedura amministrativa si dimostra in questo caso una goffa copertura della mancata volontà di confronto su questo argomento. Forse un tentativo di rimandare la convocazione di un Consiglio Comunale a momenti successivi, a quando le “acque si saranno calmate”.
Nonostante l’incompletezza formale della nostra richiesta, il sindaco o l’amministrazione avrebbero potuto recepirne la sostanza, accogliendo il nostro invito e convocando una seduta di dibattito. Mai invece si è organizzata una seduta pubblica (la riunione del 9.12.2011, era un incontro con i genitori, organizzato due giorni prima, tra l’altro avente un oggetto ben diverso dall’argomento trattato); mai ci si è adoperati per dare informazioni ufficiali sulle vicende alla cittadinanza.
Perché dunque solo da parte nostra c’è stato lo sforzo di condurre pubblicamente il dibattito? Perché tanto ostruzionismo da parte della maggioranza?
Gruppo di minoranza Consiglio Comunale Subbiano