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Il Giardino delle IDEE si fa ‘infinito’ per ospitare Margherita Hack

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Il Giardino delle IDEE si fa ‘infinito’ per ospitare Margherita Hack

Sabato 27 agosto 2011 ospite straordinaria del Giardino delle IDEE nella consueta cornice del Giardino Pensile del Palazzo della Provincia di Arezzo con inizio alle ore 21.00 sarà MARGHERITA HACK per la presentazione del Suo nuovo libro “Il mio Infinito” (Baldini e Castoldi editore).
L’Homo sapiens ha sempre rivolto i suoi occhi al cielo.

La storia della società umana è anche la storia di questa osservazione.

Fin dagli esordi dell'umanità la volta stellata è sempre stata la culla di dèi e cosmogonie, racconti per esorcizzare il mistero della vita e della morte. Nel contempo, in ogni civiltà, alla visione religiosa del mondo si sono contrapposte menti curiose che hanno cercato spiegazioni razionali dei fenomeni naturali e celesti.

Questo libro racconta come si è evoluta la nostra capacità di leggere il cielo e con essa la visione scientifica del mondo, dagli astronomi della Grecia classica alla nascita della scienza moderna con Galileo e Keplero alle scoperte di Newton, per arrivare all'astronomia e alla fisica quantistica dopo le rivoluzioni del Novecento.

Non sono stati soltanto scienziati, o uomini comuni, a indirizzare il proprio sguardo al cielo, cercando di capirne i meccanismi. L’hanno fatto pure i sacerdoti, e Il mio infinito è anche, in parte, la storia di questo doppio sguardo.

Il cielo è stato ed è visto anche come la sede di Dio e del paradiso, e le spiegazioni scientifiche si sono sempre alternate a quelle teologiche. Benché «il mistero dell’universo sia più intricato di quello di Dio», ricorda la nota astrofisica, «la differenza la fanno gli strumenti di indagine»: ed è grazie a questi che, rigurgiti creazionisti permettendo, la partita sembra ormai conclusa con la sconfitta delle interpretazioni dettate dalla fede.

La Hack ci pone di fronte ai problemi cui ancora la scienza non sa rispondere: l'origine dell'universo e della vita. Allo stesso tempo ci interroga sulla natura del nostro universo: è tutto ciò che esiste?

E finito o infinito nel tempo e nello spazio?

E uno fra tanti?

Com'è possibile che da una caotica zuppa di particelle elementari si sia originato il Cosmo gerarchicamente ordinato, le stelle e le galassie, dai cui elementi è nata la vita biologica evolutasi fino ad arrivare a quello straordinario strumento di conoscenza che è il cervello umano? A tanta meraviglia si può rispondere invocando un Creatore, oppure accettando la bellezza di un mondo governato dalle leggi della materia senza altri fini.

Benché ritenga, sulla scia di Gould, che «scienza e fede possano benissimo convivere», la Hack, pur molto affascinata dal messaggio evangelico, nota che le invasioni di campo della Chiesa, che «hanno avuto esiti storicamente nefasti», si concentrano oggi sulla biologia: «la Chiesa è impegnata in uno scontro sulle forme e natura della vita, baluardo che non vuol cedere», ma la presidente onoraria UAAR è convinta che, «come nel caso dell’astronomia, sarà superato dalla Storia».

Nel frattempo, però, gli attacchi alla scienza da parte non sono né blandi né sporadici.

Il papa ha del resto accusato gli scienziati «di essere avidi e arroganti e di volersi sostituire a Dio».

Un’accusa che, tuttavia, «tradisce l’ingenua convinzione che si possano mettere degli argini alla corrente del pensiero indagatore, un mare di tante menti – di diversi Paesi, culture e religioni – che dilaga in ogni ansa dove c’è qualcosa da scoprire».

La Chiesa non ha purtroppo ancora fatto i conti con la modernità e la secolarizzazione.

Eppure, nota provocatoriamente Margherita Hack, «Dio dovrebbe essere contento che i suoi figli, fatti a sua immagine e somiglianza, si avvicinano sempre più ai segreti della sua Creazione».

Dopo aver compiuto gli studi presso il Liceo Classico Galileo di Firenze, si laurea in fisica nel 1945 con una tesi di Astrofisica sulle Cefeidi presso l'Osservatorio di Arcetri. Già professoressa ordinaria di Astronomia dal 1964 presso l’Università di Trieste, è membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche internazionali.

Ha lavorato presso l’ESA e la NASA, pubblicando numerosi lavori originali su riviste internazionali e ricevendo nel 1998 la Medaglia d’oro ai Benemeriti della Scienza e della Cultura dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Per il suo grande contributo alla scienza le è stato intitolato l’asteroide 8558 Hack.