Roma (Labitalia) – Resta confermato lo sciopero dei giudici di pace, indetto nei giorni scorsi, dal 17 al 28 gennaio prossimi. Una decisione presa dopo l'incontro di ieri pomeriggio a via Arenula, definito dall'associazione "assolutamente negativo", tra una delegazione dell'Unione Nazionale dei giudici di Pace e il sottosegretario Giacomo Caliendo. "L'incontro – si legge in una nota – si è rilevato assolutamente deludente, evidenziando, da un lato, l'arroccamento del sottosegretario Caliendo nelle sue posizioni negative in ordine alle principali istanze della categoria (continuità e previdenza), dall'altro, la situazione di stallo sugli altri punti salienti della riforma più volte trattati in precedenti incontri sui quali, a distanza di un anno, non sono stati ancora apportati cambiamenti rispetto all'originario progetto elaborato nel 2009".
I giudici di pace spiegano poi che "si è registrata la totale chiusura del sottosegretario Caliendo sul riconoscimento a tutti della rinnovabilità dei mandati sino al compimento dei 75 anni, categoricamente escluso sia in sede di riforma, sia in sede di conversione in legge del d.l. milleproroghe, attualmente all'esame del Senato. Resta in piedi – aggiungono – una fumosa e discriminante norma transitoria, che mira, come ha affermato il sottosegretario Caliendo, a scadenzare gradualmente i giudici di pace attualmente in servizio". Sul progetto di revisione degli organici riguardante 4.700 giudici, presentata al Csm, per un parere, sui rilievi dicontradditorieta' con la previsione del progetto di riforma (che riduce l'organico a 3200 unità) e la pericolosita' di una immissione massiccia di nuovi giudici, il Sottosegretario, concludono, "non ha fornito alcun chiarimento e giustificazione, affermando che trattasi di cosa diversa dalla riforma".
Articlolo scritto da: Adnkronos