Home Nazionale Fukushima come Chernobyl?

Fukushima come Chernobyl?

0
Fukushima come Chernobyl?

Roma, 11 apr. – (Adnkronos) – ''A un mese dal disastro di Fukushima il quadro dell'incidente nucleare ricorda vividamente la situazione post Chernobyl in Ucraina. A distanza di 25 anni, a distanza di migliaia di chilometri e in due contesti culturalmente e tecnologicamente quanto mai diversi, la situazione sanitaria e ambientale sembra essere proprio la stessa, come pure le modalità di intervento''. Ad affermarlo in una nota è Legambiente che sottolinea che ''l'incidente, gli errori, la mancata informazione, la contaminazione ambientale'' ricorda un ''film già visto'' quello di Chernobyl.
E' semplicemente agghiacciante, sottolinea il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, ''ripercorrere le tappe e gli eventi che si sono succeduti 25 anni fa con l'esplosione nella centrale di Chernobyl attraverso ciò che è successo nella centrale di Fukushima solo un mese fa. Ci sono moltissime similitudini che ci fanno capire quanto sia tecnicamente e scientificamente insufficiente, ancora oggi, la capacità d'intervento in caso d'incidente nucleare''. La situazione attuale di Chernobyl e gli eventi che sono succeduti in quei territori fino ad ora, rileva il presidente dell'associazione ambientalista, ''ci fanno guardare all'incidente giapponese con timore e rassegnazione.
Le previsioni sul futuro di Fukushima sono parecchio desolanti: a distanza di un quarto di secolo e in un contesto totalmente differente, dal punto di vista politico, sociale, culturale e soprattutto tecnologico, si ripete la stessa storia: il territorio gravemente contaminato, una dieta zeppa di radionuclidi, l'abbandono totale della ricerca e degli aiuti per le popolazioni vittime del disastro, una crescita esponenziale delle patologie legate alla contaminazione, che aumenteranno sempre più col passare dei decenni''. La tragedia di Fukushima, sottolinea Cogliati Dezza, ''ha costretto i governi dell'Occidente a rivedere i piani energetici, a frenare l'aumento delle centrali nucleari e a cercare, anzi, altre vie per produrre energia. Da questo punto di vista, molti Paesi dovranno affrontare disagi e spese straordinarie per dismettere gli impianti, smaltire le scorie, convertire gli occupati''. L'Italia invece, grazie al referendum vinto nel 1987, conclude, ''potrà giocare un ruolo d'avanguardia e far valere positivamente il suo vantaggio tecnologico e occupazionale a tutto vantaggio delle fonti rinnovabili. Il voto referendario del 12 e 13 giugno sarà l'occasione per confermare questo vantaggio''.