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Fiat, il giorno del referendum

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Torino (Adnkronos/Ign) – "Comunque vadano le cose nella fabbrica ci torneremo". A sottolinearlo è il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che a Milano ha confermato l'impegno da parte anche della Fiom a rientrare nella fabbrica Fiat di Mirafiori anche nel caso vincessero i sì al referendum di questi giorni. A chi gli fa osservare come quella di oggi potrebbe essere l'ultima assemblea della Fiom in fabbrica, Camusso replica che "la Fiom esiste da 110 anni di storia. E' una grande organizzazione con migliaia e migliaia di iscritti e non è che può venir cancellata così. Evitiamo di attribuire all'amministratore delegato della Fiat il potere di cancellare la storia e le tradizioni del nostro Paese". Inoltre, "di fronte ad un'impresa che ha dichiarato di voler fare degli investimenti, in un Paese normale il governo avrebbe verificato questi investimenti. Ma non avendo fatto tutto ciò si fa semplicemente dello spettacolo e, se si guarda alla sua coreografia, lo si fa a fianco del presidente di quel Paese che a suo tempo ha detto no a Marchionne perché non gli dava abbastanza garanzie" ha aggiunto Camusso, commentando le affermazioni del presidente del Consiglio, che proprio ieri in Germania ha sottolineato che la Fiat farebbe bene ad andarsene dall'Italia qualora vincessero i no al referendum di Mirafiori. E a poche ore dall'inizio della consultazione sul piano di rilancio dello stabilimento torinese, le urne si apriranno questa sera alle 22 con i lavoratori del terzo turno, si moltiplicano le iniziative di chi sostiene e di chi dice no all'intesa siglata lo scorso 23 dicembre da Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione quadri. Oggi al cambio turno una delegazione di lavoratori Fiom di Pomigliano distribuirà volantini davanti ai cancelli invitando i lavoratori a sostenere il no all'accordo. E sempre al cambio turno una delegazione di sindaci, prevalentemente della Val di Susa, con tanto di fascia tricolore, incontrerà le tute blu. ''Nella vicenda Fiat gli interventi del governo sono stati tardivi ed in qualche caso sbagliati. Quello di ieri di Berlusconi è addirittura offensivo, se non provocatorio''. Ad affermarlo ai microfoni di 'Radio Città Futura' è il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, nel giorno del referendum a Mirafiori. ''E' assurdo – sottolinea – che anziché dire ai lavoratori che la situazione è delicata, il premier affermi che è giusto che le aziende vadano a produrre fuori dall'Italia. L'accordo da noi raggiunto per Mirafiori va in direzione opposta. Noi stiamo dicendo che dobbiamo fare di tutto per mantenere il lavoro in Italia e, anzi, per fare rientrare produzioni delocalizzate''. Purtroppo, prosegue il leader della Uilm, ''nella vicenda Fiat e più in generale nelle vicende industriali, il sindacato è stato lasciato solo''.

Articlolo scritto da: Adnkronos