Arezzo – «Condivido le motivazioni con le quali la Rete Teatrale Aretina ha convocato la manifestazione del 19 marzo. Lo faccio con la consapevolezza di quanto sia stato difficile, per il Comune di Arezzo, ridurre le spese di quasi tutti i settori, cultura compresa, per non far mancare le risorse ai servizi per i bambini, gli anziani, i disabili, le persone a rischio di emarginazione sociale. Tagli che sono stati decisi dal Governo che ha scaricato sul sistema delle autonomie locali il 70% della minor spesa stabilita e che ha drammaticamente tagliato i fondi per le politiche sociali, arrivando all’azzeramento del fondo per la non autosufficienza. Un taglio che ha costretto il nostro, come la gran parte dei comuni, a “compensare” i tagli governativi per non far mancare diritti e servizi elementari ed essenziali.
Ritengo che l’intero sistema pubblico debba produrre il massimo sforzo per sostenere il forte e qualificato tessuto culturale di base. Arezzo, in questo senso, è un’esperienza di grande valore a livello nazionale. Non solo per la qualità delle “produzioni culturali” ma anche per la capacità di moltissimi giovani che negli anni sono riusciti, grazie ai loro studi e alla loro passione, a trasformare l’impegno culturale in una vera e propria professione. In questo senso ritengo che l’appello della Rete Teatrale Aretina e delle associazioni che la stanno sostenendo meriti il massimo sostegno perché il “sistema culturale” che esse rappresentano è una vera e propria “industria culturale locale” che produce non solo cultura ma anche lavoro, occupazione e reddito.
Da parte mia confermo il massimo impegno a mettere a disposizione una rete di strutture. Stanno per iniziare i lavori al teatro Petrarca e sono in corso quelli per il teatro tenda. Ripristineremo il teatro nella ex sala di Corte d’Assise in piazza Grande e la Sala di Sant’Ignazio. Avremo inoltre, grazie alle collaborazione con altri enti, anche uno spazio nel nuovo centro affari. Senza dimenticare le strutture già esistenti, a cominciare dal teatro Pietro Aretino. Personalmente ritengo che la capacità progettuale e, soprattutto, quella di aggregazione tra vari soggetti e varie associazione possa e debba assumere una nuova e più forte “valenza imprenditoriale” ed essere, in questo modo, sostenuta dall’intero sistema economico ed istituzionale. E questo è il mio impegno»