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Energie rinnovabili: le risposte che mancano

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Energie rinnovabili: le risposte che mancano

Arezzo – Sulle energie rinnovabili, Cna rivendica un quadro normativo stabile che consenta agli operatori del settore di poter programmare la propria attività ed i propri investimenti. “Cambiare le regole mentre la partita è ancora in gioco, ed in questo caso la partita era appena iniziata, provoca un danno agli attori maggiormente coinvolti: imprese e clienti – commenta Paolo Scarpini Presidente degli impiantisti di CNA Arezzo. Nessuno ha ancora spiegato la ragione per la quale si sono volute oggi rivedere le tariffe incentivanti stabilite non più tardi di qualche mese fa. Se le tariffe erano, come dice qualcuno, troppo “generose” non ce ne si poteva accorgere in agosto? Quali sono stati gli incredibili stravolgimenti nel mercato del fotovoltaico intervenuti negli ultimi 6 mesi la cui portata ha indotto il Governo a prevedere di abbattere le tariffe, di qui al 2013, di quasi il 50%, almeno a stare alle indiscrezioni pubblicate in questi giorni da vari organi di stampa?”
Che il mercato del fotovoltaico attraversasse una sorta di bolla speculativa era evidente ed era stata causata in massima parte dai grandi impianti a terra. “Allora perché si è voluto colpire indiscriminatamente tutto e tutti, compresi gli impianti sino a 20 kW che, in linea di massima, servono per un uso domestico o industriale e sono generalmente installati da aziende artigiane e piccole imprese?”
Cna contrasta quella che giudica un “litania” e cioè i presunti costi delle rinnovabili per i cittadini. “Nella voce “oneri generali” che abbiamo nella bolletta elettrica – sottolinea Scarpini- meno della metà dei poco più di 9 euro che paghiamo servono per incentivare le energie rinnovabili. Oltre il 50% viene invece impiegato per pagare lo smaltimento degli scarti delle raffinerie e la dismissione delle vecchie centrali nucleari. Una maggiore trasparenza su questi aspetti avrebbe aiutato i cittadini, per i quali tutti dicono di lavorare, a comprendere meglio le ragioni della filiera produttiva operante nel settore delle energie rinnovabili. Ma soprattutto avrebbe contribuito ad evitare che un intero settore, uno dei pochi che ancora tirava in un momento di difficile congiuntura economica, si bloccasse completamente mettendo in pericolo sia la vita di numerose imprese che il mantenimento di migliaia di posti di lavoro”.