Arezzo – Il Sindaco Giuseppe Fanfani torna sulla Due Mari. Stamani ha inviato una lettera ai Presidenti delle Province e delle Camere di Commercio di Arezzo, Arezzo, Perugia, Siena, Grosseto e Pesaro nonché al Ministro delle infrastrutture e trasporti, al Presidente della Regione Toscana e a quello dell’Anas. In essa il Sindaco conferma la priorità assegnata al Nodo di Olmo e la contrarietà sia al nuovo tracciato proposto che alle modalità di finanziamento dell’opera. Ecco il testo integrale della lettera:
“Ho appreso dai giornali che è convocata per la fine del mese di settembre una riunione tra Presidenti di Provincia e Presidenti di Camera di Commercio nella quale discutere, tra l’altro, il nuovo tracciato della “Due Mari” ipotizzato nel territorio aretino.
Non essendo parte della programmata riunione, mi sento in dovere di illustrarVi preventivamente il mio pensiero in merito, riservandomi di farlo personalmente qualora si ritenga da parte Vostra utile l’interlocuzione con il Comune di Arezzo.
Rilevo:
1) Il completamento delle “Due Mari” rappresenta per il territorio aretino, come per tutti i territori interessati, una assoluta priorità e su questo, credo, siamo tutti d’accordo.
2) Il sistema di finanziamento dell’opera che prevede la partecipazione di capitali privati anche attraverso il Project Financing, mi sembra strumento appropriato anche in considerazione dell’attuale situazione economico-finanziaria del nostro Paese.
3) Sul tracciato faccio notare che quello per brevità definito “Nodo di Olmo”, è stato oggetto di una lunga e costosa progettazione da parte della Provincia di Arezzo, e di una interlocuzione con questo Comune che su di esso concorda. Oltretutto la realizzazione di tale progetto era stata più volte annunciata come imminente, promessa ai livelli politici più alti e più volte riconfermata nel corso degli ultimi 20 anni, per cui mi parrebbe aberrante negare ad esso la validità, e sostituirlo con una progettazione diversa sul presupposto che essa sia meno costosa, dato tutto da verificare.
4) Circa il nuovo ipotetico tracciato, rilevo innanzitutto che la programmazione del territorio è competenza primaria del Comune e che non è pensabile che su di esso non sia intavolato e non si intavoli un preventivo confronto. Va inoltre tenuto presente che il nuovo tracciato interesserebbe un’area pedecollinare di pregio, a fronte del precedente progetto che interesserebbe zone già urbanisticamente attraversate dall’arteria.
5) Ritengo peraltro inaccettabile il sistema di finanziamento che prevede l’esproprio a prezzo agricolo dei terreni latistanti l’arteria (cosiddetto corridoio) e la successiva valorizzazione (id. est: edificazione forzata) il cui plusvalore andrebbe a favore del soggetto realizzatore. In sostanza parte consistente dell’opera andrebbe finanziata dai cittadini espropriati i quali avrebbero da ciò solo ed esclusivamente un danno. Come Sindaco non posso consentirlo e quindi Vi invito in ogni caso ad ipotizzare forme diverse di finanziamento.
Concludo ribadendo che la soluzione migliore ad oggi è il celere completamento del Nodo di Olmo così come già progettato, e pronto per l’appalto.
Nuove ipotesi progettuali avranno solo l’effetto di allontanare enormemente la realizzazione dell’opera nel tempo, e oltretutto di vanificare in tal modo le dubitabili ipotesi di risparmio economico”.