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Dichiarazione di Lucia Tanti su Nuove Acque

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Dichiarazione di Lucia Tanti su Nuove Acque
Lucia Tanti

“Rimuovere il sindaco revisore contabile della Società Nuove Acque perché anche consigliere comunale del PD ad Arezzo? Chiedere al Presidente della Provincia di “riprendere” il Sindaco Fanfani su una scelta davvero discutibile? Lo condividiamo e siamo disposti a votare la mozione che Alfio Nicotra presenterà in Provincia, però evitiamo furbate. E allora mi aspetto che la Sinistra in Comune, seguendo magari le orme di Nicotra, dia man forte al Gruppo del PdL a Palazzo Cavallo che si è opposto a questa nomina davvero e non come i ‘compagni’ aretini di RC molto silenziosi e accondiscendenti. Altrimenti è una furbata e allora non ci interessa”.
Così Lucia Tanti, capogruppo del PdL in Consiglio provinciale ad Arezzo.
“Da sempre leggiamo e votiamo gli atti nel merito, e nel merito ciò che dice Nicotra questa volta lo condividiamo e quindi poca importa che venga da sinistra. Condividiamo in sostanza che la scelta del Pd sia dubbia sotto il profilo formale e di certo è inaccettabile sotto l’aspetto dell’opportunità politica perché si fa fatica a capire come possa essere ‘terza’ una persona che controlla e vigila i medesimi atti che poi vota come soggetto politico. Siamo dinnanzi all’ennesima dimostrazione di un Pd un po’ arrogante ed un po’ confuso. Tuttavia – prosegue Tanti – non siamo disponibili neppure a fare il gioco dei puri ‘comunisti rifondaroli’ che in Provincia strigliano il Pd perché si trovano all’Opposizione ed in Comune annegano in sterminati silenzi perché non possono disturbare il grande PD, manovratore alleato. Se l’atto del Sindaco Fanfani è così inopportuno e amministrativamente protervo, come il PDL ha fatto notare a Palazzo Cavallo tramite le posizioni del nostro Capogruppo Grazia Sestini, allora la Sinistra non lo dica solo a Vasai ma lo dica anche a Fanfani e magari sospenda il vecchio giochino un po’ infantile di dire a suocera perché nuora intenda. Di certo come PDL – conclude Tanti – presenteremo un atto più complessivo, una sorta di patto tra persone serie che dia linee di indirizzo generali tali da evitare che le partecipate divengano il luogo dove si regolano i conti tra PD e alleati o peggio ancora dove si posteggiano ex politici fedeli alla causa. Quanto a Rifondazione: sia coerente e dimostri di avere coraggio e di non aver complessi di inferiorità, altrimenti non usi il Consiglio provinciale come luogo di distrazione di massa. Questo non lo permetteremo”.