Arezzo – «Excusatio non petita accusatio manifesta. Con la replica alla nostra richiesta di dimissioni, non ancora sfociata in una mozione, dell’assessore Rita Mezzetti Panozzi, il presidente della provincia, Roberto Vasai, dimostra che abbiamo colpito nel segno e che la richiesta non era poi così peregrina. Preme soltanto sottolineare come, da parte nostra, non abbiamo messo in dubbio che siano state spese delle risorse per l’Università, infatti Vasai quantifica in un milione e otto la cifra investita a riguardo, quanto piuttosto il fatto che quelle risorse siano state spese male, e il risultato è sotto gli occhi di tutti. In politica, ormai da qualche tempo, si è persa l’abitudine di dare risposte ai cittadini sull’operato politico. Se c’è un programma e se ci sono le persone deputate ad attuarlo, quando, per qualsiasi motivo, il programma non si realizza, gli amministratori dovrebbero darne conto ai propri elettori e, magari, prendersi le responsabilità del caso. Niente di tutto questo è avvenuto nella vicenda di cui stiamo trattando. La nostra richiesta era semplicemente volta ad avere un segnale dall’assessore che, pur essendo persona stimata e capace, in questo momento ha brillato per assenza. Infine, facciamo presente che la battaglia sull’Università non è iniziata oggi, nel bel mezzo dei festeggiamenti di Carnevale, ma quasi due anni fa, al momento dell’elezioni. La nostra mozione, dunque, è figlia solo dell’abitudine dell’Unione di Centro a portare avanti il programma e dialogare con i propri elettori. Resto comunque a disposizione del presidente per ogni chiarimento, colloquio o delucidazione come ho sempre fatto ogni volta che c’era da assumersi qualche responsabilità.»