Home Politica Cgil su Estra: ‘Fare in fretta e bene’

Cgil su Estra: ‘Fare in fretta e bene’

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Si sono riuniti, ad Arezzo, i comitati degli iscritti di Estra, le segreterie provinciali Filctem CGIL e le Camere del lavoro delle tre province di Arezzo, Prato e Siena per esaminare la situazione creatasi nel Gruppo Estra. Una situazione che, a parere della Filctem-CGIL, richiede soluzioni di grande qualità in tempi brevissimi. Il gruppo è infatti impegnato in importanti sfide imprenditoriali e ha davanti a sé mesi ancor più complessi. Il sindacato indica con forza le priorità da affrontare:
− un Consiglio di Amministrazione della capogruppo in piena efficienza e capacità operativa, anche in vista della imminente scadenza della gara di Prato;
− superare lo status quo relativo all'identificazione negli stessi soggetti del ruolo di controllore e controllato, dando continuità al percorso virtuoso già intrapreso in alcuni territori,
− lo snellimento del sistema Estra, che vede un numero eccessivo di società che, potrebbero essere accorpate o diventare rami di una unica azienda con indubbi vantaggi a parere della CGIL soprattutto sul piano della trasparenza e del risparmio di risorse.

Il sindacato inoltre chiede, come fa ormai da molto tempo, la presentazione di un piano industriale e di una organizzazione del lavoro conseguente, che deve essere in grado di cogliere le prospettive di sviluppo che si aprono nell’immediato futuro, con l’obiettivo di garantire un servizio efficiente, efficace e con la migliore qualità possibile.
Da tempo – dice la Filctem Cgil- contestiamo le tante, troppe esternalizzazioni di attività operative ad alto valore professionale e a immediato contatto con i clienti. Operazioni che, oltre a disperdere il patrimonio di professionalità esistente, rischiano di trasformarsi in un aggravio di costi a causa del duplicarsi delle attività.
Per questo, conclude la Filctem-Cgil, Estra deve palesare i suoi progetti di sviluppo e di ulteriore insediamento nei mercati, non solo ai lavoratori, ma anche agli enti locali e ai cittadini. Quei cittadini-clienti che insieme ai lavoratori sono il vero patrimonio di una azienda pubblica di servizi.