Home Attualità Informazione Belen canta al Festival con il papà

Belen canta al Festival con il papà

0
Belen canta al Festival con il papà

Sanremo, 19 feb. (Adnkronos) – Inizia con l'omaggio musicale di Luca e Paolo alla squadra di conduzione la serata finale del Festival di Sanremo. Sulle note di 'Grazie perché' di Morandi i due intonano una rivisitazione del testo che non fa sconti a nessuno, da Belen ad Ely, da Morandi al direttore d'orchestra Marco Sabiu. "Grazie Belen – cantano i due – per la tua grinta/che tua sua incinta oppure no/Dillo a Corona non sei solo bona/ ma una scienziata in confronto a lui./Grazie anche a te Elisa Betty/ma certi balletti non farli più/e se potrai al prossimo giro/con Robert De Niro non ci parlar/. Grazie anche a voi orchestrali/da circa un mese seduti lì/ma come si fa a trovare l'estro/con un maestro brutto così./Grazie Morandi che c'hai voluto/così cocciuto al festival/la tua pensata fu una cazzata/ma è tardi ormai". Di fronte a un Morandi divertito, Luca Bizzarri suggella il tutto con un bacio sulla bocca del conduttore: "Dai Gianni, cerca di essere moderno!". Subito dopo l'avvio del televoto inizia la gara finale a 10: per primi sfilano tre tra i brani favoriti nei pronostici di questo festival, 'Yanez' di Davide Van de Sfroos, 'Chiamiami ancora amore' di Roberto Vecchioni e 'Bastardo' di Anna Tatangelo. Poi è la volta di Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario (in prima fila c'è il fidanzato Fernando Alonso) con 'Fino in fondo' e Al Bano con 'Amanda è libera'. Quindi nuovo siparietto su Berlusconi e il sexygate da parte di Luca e Paolo, all'insegna delle analogie tra il festival ed Arcore. "Questo Festival è piaciuto anche alle alte sfere istituzionali", nota Paolo. "Anche a Berlusconi – interviene Luca – è piaciuto, tanto che non ha mai telefonato in trasmissione. Ma se gli è piaciuto, la domanda è: dove abbiamo sbagliato? Gli piace perché un po' come casa sua: una via vai di politici". "Come ad Arcore", nota Paolo. "Gente che arriva a qualsiasi orario", continua Luca. "Come ad Arcore", ripete Paolo. "Perché – elenca Luca – i giornali non fanno altro che sfrugugliare. Ci sono personaggi internazionali a cui vengono fatte domande imbarazzanti. Ragazze italiane e straniere che fanno balletti sexy". E Paolo che interviene a ogni frase con un "come ad Arcore". "Perché qui a Sanremo, come ad Arcore – dice Luca – c'è un uomo che, nonostante l'età e il fatto che ogni tanto esca a braccio e dica cagate, è seguito dal 50% degli italiani". "Piergianni – grida Paolo rivolto a Morandi – tu hai presentato il Festival di Arcore". E dopo l'omaggio alla madre nella prima serata del festival, nella finalissima Belen rende omaggio al padre Gustavo Rodriguez, ex musicista, portandolo con sè sul palco. Il padre la accompagna alla chitarre mentre lei canta 'Tu' di Shakira. Alla fine l'argentina commossa rivela a Morandi: "L'ho voluto con me perché è un gran musicista e perché senza di lui non potrei vivere". "Che farai dopo il festival?". Alla domanda di Gianni Morandi, Belen risponde con una frase che unisce l'Ariston in un applauso: "Cambio fidanzato", dice la showgirl argentina. Che poi ride e aggiunde subito: "Scherzo. Mi fidanzo con mio padre. E poi mi dicono sempre che il mio difetto più grande è il mio fidanzato…". Dopo la canzone di Belen 'a gestione familiare', salgono sul palco in rapida sequenza i La Crus con 'Io confesso', Giusy Ferreri con 'Il mare immenso' e Nathalie con 'Vivo sospesa'. A chiudere la sfilata dei dieci artisti in gara i superfavoriti della vigilia Modà con Emma che cantano 'Arriverà' e uno dei brani più graditi dalla critica, 'L'alieno' di Luca Madonia con Franco Battiato. Dopo la fine delle dieci esecuzioni ancora un'ora per il televoto tra ospiti e performance dei conduttori, poi la comunicazione della classifica parziale (le prime tre posizioni in ordine casuale e il secondo gruppo, dalla quarta alla sesta canzone, sempre in ordine sparso), frutto del televoto e del voto degli orchestrali. A quel punto interviene il voto della sala stampa: la golden share dei giornalisti porta l'artista più votato a fare un balzo in avanti di tre posizioni. Dall'unione di tutte le votazioni vengono fuori i tre finalisti che si sfidano al televoto definitivo per la vittoria (ripartendo da zero). L'ultimo duetto politico del festival di Luca e Paolo è tutto per le contraddizioni del centrosinistra. Paolo si dichiara "moderato di sinistra" e Luca lo interroga sui suoi valori, ottenendo risposte incerte e contraddittorie. "Quali sono i valori della sinistra moderata?", chiede Luca. "Per esempio – risponde Paolo – Bersani ha detto: se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli lo puoi migliorare". "E quali sono i più deboli?", incalza il compare. "Bersani per esempio", si arrende Paolo. Poi la Fiat: "Gli operai – attacca Paolo – non dovevano firmare. Perché Marchionne è un capitalista, un padrone e li sfrutta". Poi il cortocircuito contraddittorio: "Il lavoro è un diritto inalienabile quindi dovevano firmare". Luca lo mette all'angolo: "Ma allora, dovevano firmare o no?". Risposta: "Boh…". L'argomento cambia, si sposta sulla la guerra, ma il paradigma è lo stesso: "L'italia ripudia la guerra". "Ma se Obama che è di sinistra ci chiede di andare in Iraq?", chiede Luca. "Certo che andiamo", replica Paolo. "Ma come?", chiede Luca sempre più perplesso. Bizzarri lancia l'affondo su tema gli immigrati, Luca spavaldo reagisce con un "porte aperte! Devono entrare!". Ma quando il discorso si sposta sullo "zingaro che ti ruba l'orologio dal polso", Paolo si rivolta: "Se ne devono tornare da dove sono venuti a calci nel culo!". Il dialogo si fa imbarazzante sulla scelta dello sfidante di centrosinistra in future elezioni: "Bersani?". Paolo risponde: "No, un governo Bersani non lo vedo bene". Di Pietro? "No, non lo vedo bene, tu che dici?". Luca sbotta: "Ma c'è una cosa su cui i tuoi valori di sinistra sono fermi". Paolo va definitivamente in crisi. E Luca lo porta via come fosse matto: "Tu hai i valori della sinistra? Sì, sì, vieni, ti porto in un bel posto, si chiama Arcore, si fa il bunga bunga…". Nel festival che ha sdoganato anche in gara il dialetto laghee con Van de Sfroos, con il napoletanissimo Massimo Ranieri, nella serata finale, va in scena anche la 'par condicio' dialettale. Ranieri, accompagnato da Luca e Paolo intona prima un classico della tradizione partenopea, 'Reginella', poi il canto degli emigranti e della tradizione marittima genovese 'Ma se ghe pensu'.

Articlolo scritto da: Adnkronos