Anghiari – Sono passati dieci anni dalla legge 328, conosciuta come “riforma dell’assistenza” o meglio “Legge quadro per un sistema integrato di interventi e servizi sociali”. Si tratta di una normativa che doveva tutelare il settore sociale ma ad oggi si è dissolta ed è completamente sparita dall’orizzonte del nostro paese: i finanziamenti previsti negli ultimi tempi ne sono la conferma. In due anni il fondo per le politiche della famiglia passa da 346 a 52 milioni, il fondo per le politiche sociali da 929 a 75 milioni, quello per l’affitto da 205 a 33 milioni e il fondo per l’infanzia da 100 a 0 milioni. Con questi tagli il Governo centrale si assume la responsabilità di sottrarre risorse a servizi che sono essenziali per contrastare le nuove povertà, per aiutare l’integrazione sociale, per dare sostegno alle famiglie ed una speranza a chi è in difficoltà. Mentre si porta avanti un discorso retorico sulla difesa della famiglia, si riserva sulla stessa tutta la responsabilità della gestione dei bisogni e delle difficoltà anche temporanee, tagliando servizi o aumentandone il costo di accesso al fine di “aprire al mercato” settori delicatissimi.
A tutto questo si aggiungano due altre questioni fondamentali: la confusione ad hoc sul concetto di sussidiarietà che è ormai è diventata una coperta talmente corta e strattonata da diventare un cencio ed i mancati trasferimenti ai Comuni che restano ancora e comunque i primi erogatori di servizi sociali di importanza fondamentale per le famiglie. Attualmente se è vero che la legge 328/2000 poneva attenzione sullo stato sociale delle famiglie ed dei suoi componenti, è anche vero che siamo instradati ad un ben triste destino con le privatizzazioni dei servizi sociali, della sanità e della scuola, con l’avvilimento delle politiche di pari opportunità, con la precarizzazione del lavoro e con l’assenza di politiche per la casa. La soluzione creativa studiata, che non mi trova affatto concorde, è quella di finanziare le politiche sociali con 1 miliardo di euro attraverso lotterie e siti internet per l’azzardo. In un mondo, la cui velocità è oramai quasi insostenibile per le persone, occorre fermarsi un attimo e fare una seria riflessione per il futuro che ci aspetta, più bisogni meno risorse ed è forse anche per questo che Devid, un neonato di 23 giorni, è morto di freddo e povertà in Piazza Maggiore a Bologna alla vigilia della Befana.