Home Cultura e Eventi Cultura 26 e 27 marzo: le giornate FAI di primavera “aprono” Colcitrone

26 e 27 marzo: le giornate FAI di primavera “aprono” Colcitrone

0

Arezzo – 660 beni culturali aperti in tutta Italia. In questo elenco vi rientrano molti siti del Quartiere di Porta Crucifera. È questa suggestiva parte di Arezzo la prescelta nella nostra provincia per la 19esima edizione della Giornata del FAI di primavera.
Il motto delle due giornate del 26 e del 27 marzo è: “nel quartiere del Vasari insieme al Vasari”.
Camillo Brezzi assessore alla cultura del Comune di Arezzo: “è oramai un appuntamento importante che ha già visto negli anni passati una presenza significativa anche di turisti. In una precedente occasione era toccato a Porta del Foro, quest’anno siamo nel quartiere di Giorgio Vasari. È infatti prevista l’apertura straordinaria di molti luoghi di Porta Crucifera nel 500esimo anniversario della nascita dell’artista e storico dell’arte aretino. Quartiere che peraltro ha vinto la lancia d’oro a lui dedicata nella giostra di settembre 2010”.
Il Sindaco Giuseppe Fanfani: “passiamo quotidianamente di fronte a questi luoghi senza poterne indagare l’intrinseca bellezza. Adesso le giornate del FAI offrono questa occasione che ci permetterà di scoprire una parte di città davvero unica e che la storia ci ha fortunatamente conservato”.
Ilaria Marvelli, capo delegazione FAI di Arezzo: “ricordare cosa è il FAI è importante. È una specie di custode dei beni italiani, dai castelli alle ville, dalle coste ai monumenti singoli come vecchi mulini o torri come la Campitelli di San Gimignano. Il FAI prende in dono o in comodato d’uso questi beni, li restaura e li rende fruibili. Così ogni anno apriamo luoghi che non si possono solitamente vedere per le giornate di primavera. Ed è tutto frutto di impegno volontario. L’evento ci permette di fare anche una raccolta fondi a offerta libera”.
Anna Goti responsabile scuola del FAI di Arezzo: “il FAI cura la sensibilizzazione e la crescita di giovani con una specifica sezione. Organizziamo anche concorsi aperti agli studenti così anche in questa occasione siamo riusciti a coinvolgere alcune scuole i cui allievi ci permetteranno di vedere costumi d’epoca e narrazioni rielaborate su personaggi ed eventi storici come un battesimo del 200 in Pieve o un colloquio tra madre superiora e un’orfana al Thevenin”.
Soddisfazione è stata espressa da Marco Ercolini, rettore di Porta Crucifera. Liletta Fornasari sarà tra le guide in veste di storica dell’arte e “padrona di casa” del Palazzo di Fraternita aperto per l’occasione “in deroga” alla consueta apertura del giovedì.

Cosa sarà possibile visitare?
Casa Natale di Vasari “Canto de’ Perini”, via Mazzini 60. Le chiese: Cattedrale di San Donato, Pieve di Santa Maria, San Bartolomeo, San Lorenzo, Santa Agnese, San Pier Piccolo, Santa Caterina, la Madonna della Porta con un affresco trecentesco appena restaurato. I palazzi privati: Palazzo Thevenin con la collezione Subiano (un particolare riferimento ai dipinti del periodo risorgimentale) in via Sassoverde 32; Palazzo Lambardi con uno splendido mosaico romano in Corso Italia 9; il Palazzo della Fraternita in Piazza Grande; Palazzo Apolloni in Piazzetta San Niccolò; la Casa Museo Ivan Bruschi in Corso Italia 14; Palazzo Alberti in via San Niccolò, come noto la sede del Quartiere di Porta Crucifera.
Per tutti i luoghi apertura sabato 26, ore 15 – 18.30; domenica 27, ore 10 – 13 / 15 – 18.30.
Visite guidate da storici dell’arte, da guide turistiche e dagli apprendisti Ciceroni della scuola secondaria di 1° grado “IV Novembre” e degli istituti d’istruzione superiore “Margaritone-Vasari” e “Pier della Francesca”.
Avvenimenti collaterali: sabato 26, ore 17, esibizione degli Sbandieratori in Largo Colcitrone; domenica 27, ore 19, concerto tenuto dall’orchestra Città di Arezzo presso la Pieve.
Servizio ristorante con orario continuato presso il circolo del quartiere. Resta aperto nella corte d’onore del palazzo comunale di Arezzo anche il cantiere di restauro della “Assunzione della Vergine con gli Apostoli, i Santi Agostino e Romualdo, e il committente”, di Giorgio Vasari, firmato e datato 1539, proveniente dalla chiesa di Sant’Agostino a Monte San Savino.