AREZZO – Il dibattito sul doppio senso o il senso unico in via Veneto va affrontato alla luce del sole, coinvolgendo tutti gli attori interessati con un approccio pragmatico e senza pregiudiziali. Ne è convinta la Confcommercio. “Quello che non è accettabile fin da ora, per la categoria, è l’idea della corsia preferenziale, che ridurrebbe l’area al rango di una via di scorrimento veloce impoverendo la sua vocazione a combinare vita sociale e shopping”. Questa è dunque la condizione principale e irrinunciabile che i commercianti pongono all’Amministrazione Comunale e su questa attendono garanzie e la conferma degli impegni assunti.
Nel frattempo, la Confcommercio continua ad essere impegnata per il rilancio di via Veneto attraverso i lavori dell’apposito Comitato costituito fra dodici operatori rappresentativi delle varie attività commerciali e delle varie parti dell’area. Allo studio, c’è ora l’organizzazione degli eventi da realizzare, in accordo con tutte le altre componenti, prima per celebrare l’inaugurazione della strada e poi proseguire a vivacizzarla richiamando pubblico.
A questo proposito, Dalida Londi, membro del comitato costituito in seno alla Confcommercio, afferma: “via Vittorio Veneto ha una grandissima forza commerciale, ci sono ancora negozi storici della città, il mio per esempio (Dina Abbigliamento, ndr) ormai sta per arrivare alla quarta generazione. Nonostante le difficoltà e i disagi, tutti noi operatori abbiamo voglia di continuare a puntare su questa strada, di cui dobbiamo tornare a parlare in positivo. Abbiamo molte idee per il futuro dell’area – prosegue la Londi – come la creazione di un marchio che identifichi i nostri negozi, da stampare su apposite shopping bag. Poi ci sono gli eventi, a partire da quello di inaugurazione a cui abbiamo voluto il mercatino del Calcit non solo perché ha finalità benefiche, ma anche perché rappresenta una delle parti migliori della nostra storia cittadina. Ecco, via Veneto merita di tornare ad essere vissuta dagli aretini, che devono riappropriarsene. Per questo, abbiamo proposto anche che gli spazi attualmente vuoti siano utilizzati per coinvolgere i giovani, gli artisti emergenti, con mostre di pittura o fotografia. Un po’ come è successo nelle grandi capitali del mondo, a volte il recupero di zone più periferiche passa proprio dalla creatività giovanile. Dopo l’inaugurazione, siamo intenzionati a proseguire nel nostro progetto di rilancio in piena sinergia con quanto sarà fatto nel centro storico, al quale siamo legati dal concetto di un unico grande Centro Commerciale Naturale”.