CITTA' DEL VATICANO – Il 13 maggio di 29 anni fa, in Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II veniva ferito in modo gravissimo da un colpo di pistola sparato dal terrorista turco appartenente all'organizzazione dei ''Lupi Grigi'', Mehmet Ali Agca. L'immagine del Pontefice che cade colpito dall'arma da fuoco è fra le foto storiche del secolo passato. L'Adnkronos fu la prima agenzia al mondo a entrarne in possesso. Wojtyla fu a un passo dalla morte e quella drammatica esperienza gli ispirò immediatamente una visione: la Madonna di Fatima aveva deviato il proiettile che altrimenti l'avrebbe ucciso.
In questi giorni Benedetto XVI si trova in Portogallo e al santuario di Fatima dove ha ricordato l'attentato contro il suo predecessore. La dinamica dell'episodio è ormai nota: pochi minuti dopo essere entrato in Piazza San Pietro per un'udienza generale, mentre si trovava a bordo della sua papa mobile scoperta, Karol Wojty' a fu ferito gravemente all'addome e all'indice della mano destra, da due proiettili sparati da Ali Agca. Soccorso immediatamente, fu sottoposto ad un intervento di 5 ore e 30 minuti riuscendo a sopravvivere.
Due anni dopo, nel Natale del 1983, Giovanni Paolo II volle andare in prigione per incontrare il suo attentatore e dargli il suo perdono. I due parlarono da soli per lungo tempo e gli argomenti della loro conversazione sono tuttora sconosciuti. Agca venne in seguito condannato all'ergastolo dalla giustizia italiana per attentato a capo di Stato estero. Nel 2000 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi concesse la grazia ad Ali Agca, il quale, estradato dall'Italia, fu condotto nel carcere di massima sicurezza di Kartal in Turchia, dove ha finito di scontare la pena. Per quel che riguarda Giovanni Paolo II, va ricordato che il Papa perdonò Agca almeno due volte. La prima cinque giorni dopo l'attentato quando ancora era ricoverato al Policlinico Gemelli. Recitando l'Angelus dall'ospedale, in collegamento con Piazza San Pietro, disse: ''Prego per il fratello che mi ha colpito, al quale ho sinceramente perdonato''. Ripeté parole di perdono nei suoi confronti anche il 27 dicembre 1983, quando volle incontrare il suo attentatore nel parlatorio del carcere di Rebibbia a Roma.
In quell'occasione ebbe a dire nel suo discorso ai detenuti: "In questa circostanza, ho potuto incontrare anche la persona, che voi tutti conoscete, di nome Ali Agca, che nell'anno 1981, il 13 maggio, ha attentato alla mia vita, ma la Provvidenza ha condotto le cose in una sua maniera, direi, eccezionale, direi anche, meravigliosa". "Oggi, dopo più di due anni, ho potuto incontrare il mio attentatore e ho potuto anche ripetergli il mio perdono che ho concesso subito dopo l'attentato e poi ho anche dichiarato pubblicamente, quando era possibile per me, dall'ospedale".
Nel 1987 Papa Giovanni Paolo II ricevette in udienza la madre ed il fratello di Agca, che gli avevano chiesto di intercedere presso le autorità italiane per ottenere la grazia, concessa da Ciampi solo 13 anni dopo. Le indagini sui mandanti sono durate diversi anni e molte piste si sono incrociate, i servizi segreti dell'est europeo nella stagione della ''Cortina di ferro'', sono stati chiamati in causa da documenti e inchieste e dall'apertura degli archivi segreti dell'ex Unione sovietica.
Articlolo scritto da: Adnkronos