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Vasari e Stradano a Palazzo Comunale

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Vasari e Stradano a Palazzo Comunale

Arezzo – Procede il restauro dell'Assunzione della Vergine di Giorgio Vasari, proveniente da S. Agostino a Monte San Savino, nei locali messi a disposizione nel Palazzo Comunale di Arezzo, sotto gli occhi degli aretini, dei turisti e delle scuole. Sono già state condotte le indagini scientifiche preliminari e sono praticamente terminate le fasi di consolidamento degli strati pittorici e la pulitura, consistita nella rimozione del restauro degli anni Settanta. I restauratori di Ricerca sono a disposizione dei visitatori, sempre molto interessati a ciò che in pratica vedono senza schermi, incuriositi dalle risultanze delle indagini diagnostiche, dai metodi per la conservazione e dalla tecnica artistica di Giorgio Vasari.
Ma c'è una grossa novità, che aggiunge prestigio e interesse all'operazione aretina. Il cantiere del Palazzo Comunale ospita anche un altro splendido dipinto su tavola proveniente, questa volta, dalla Badia delle Sante Flora e Lucilla di Arezzo: si tratta del San Giorgio e il drago di Giovanni Stradano, allievo e collaboratore abituale di Giorgio Vasari. Nome italianizzato di Jan Van der Straet, nato a Bruges nel 1523 e morto a Firenze nel 1605, lo Stradano è stato considerato quasi l'alter ego di Vasari. Come molti dei suoi collaboratori partecipò in modo determinante alla realizzazione dei molti incarichi ricevuti dal suo maestro, spesso impegnato dal granduca Cosimo de' Medici, rivelando anche nell'attività autonoma successiva notevolissime qualità artistiche. L'opera fa parte dell'Altare della famiglia Vasari, un tempo nella Pieve aretina, dal 1864 altar maggiore della Badia. Il santo cavaliere che vince il male, simboleggiato dal drago, salvando la principessa, rivela appieno il contributo fiammingo al Rinascimento italiano con il suo dosato equilibrio tra 'primato del disegno' e naturalismo frammisto ad elementi macabri. Il restauro, sempre in vista del Cinquecentenario Vasariano 2011, è stato consentito dalla generosa donazione The Yellow Car Charitable Trust, fondazione inglese senza scopo di lucro.