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Unis: una lettera aperta al preside della Facoltà

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Unis: una lettera aperta al preside della Facoltà

Arezzo – In merito all'iniziativa che stiamo portando avanti, avevamo deciso di non continuare a dormire in Facoltà se non per gli eventi che verranno creati ad hoc. Il progetto AutoFacoltà, quindi, continua con i suoi seminari, laboratori, assemblee ed eventi serali. Questi ultimi saranno i momenti in cui continueremo a restare in Palazzina Donne oltre le 20 proprio per la gestione di tali attività. Lo abbiamo comunicato al Preside Walter Bernardi che dopo gli elogi propinati nei giorni scorsi, a questo giro dice: "non ci sono motivi validi per prolungare un'iniziativa che ha creato solo imbarazzo".
Abbiamo lavorato e lavoriamo duro per non creare disagi a nessuno e, anzi, COLLABORARE. La nostra reazione è stata di completa sorpresa e gli abbiamo scritto una lettera:

Caro Preside,
In virtù di quello spirito collaborativo che tanto decanta, siamo ancora qui per cercare di essere un po' più chiari visto che, forse, siamo stati fraintesi.

Sembra che Lei non abbia ben compreso il senso della nostra mail che ci pareva scritta in modo piuttosto chiaro: il progetto AutoFacoltà NON è terminato. Le ripresentiamo ancora una volta i motivi per i quali sussiste. L'idea è quella di concretizzare un'azione collettiva cosciente basata sull'informazione e la creazione di un senso di appartenenza. Proprio per questo motivo e per un senso di dovere nei confronti di tutti coloro che ci stanno dando fiducia, non possiamo e non vogliamo che quanto successo finora sia solo una bolla di sapone.

L'aggettivo “imbarazzante” relativo alla nostra iniziativa, ci sembra piuttosto offensivo considerando le lodi che lei stesso ci ha porto e la condivisione, sempre più ampia, da parte degli studenti che hanno voluto partecipare alle nostre assemblee, mentre Lei ci ha sempre e solo promesso collaborazione, cooperazione e condivisione. Imbarazzante è un termine decisamente fuori luogo, prendiamo atto della suo pensiero e la rinraziamo di averlo palesato.

Dopo ciò che è stato pubblicato il 29 ottobre scorso nei giornali, ci sarebbe sembrato più opportuna una sua condivisione invece di essere definiti imbarazzanti. Aggiunge che “non ci sono motivi validi per prolungare”. In merito a ciò, c'è da dire che o non viviamo nello stesso posto, nella stessa nazione oppure una delle due parti ha una percezione piuttosto distorta della realtà. Quello che sta succedendo all'Università italiana ed in particolare all'Ateneo senese è palese e, questo sì che è imbarazzante. Lei dovrebbe provare imbarazzo rispetto al suo operato spesso elusivo ed intangibile (per farle pubblicare sul sito della Facoltà una lettera con un minimo di informazioni rivolta alle famiglie ed agli studenti abbiamo dovuto metterla alle strette per 15 giorni, quando probabilmente quella sarebbe stata la prima azione compiuta da una persona responsabile che si fosse trovata a ricoprire il suo ruolo).

A questo punto la domanda sorge spontanea: imbarazzanti rispetto a cosa, perché? Non ci è sembrato che qualcuno (media, studenti o docenti) ci abbia mai definito tali per cui, esigiamo delle spiegazioni.

In questa visione, l'uso dell'aula 2 è imprescindibile ed è un diritto visto che, ribadiamo, nella nostra Facoltà non esiste un'aula studenti. Relativamente a quanto da Lei espresso le garantiamo che l'aula è in perfette condizioni. Quando ci siamo entrati c'erano: una lavagna, un tavolo e qualche sedia. Tutto ancora integro poiché gestito dalle mani di persone adulte e responsabili. A onor del vero, ci sarebbero un paio di domande da porsi davvero per essere in pace con se stessi: nell'arco di un anno accademico quante volte c'è assoluta necessità dell'aula 2? Davvero non potrei usare un'altra aula per le votazioni? Quest'aula è stata più utilizzata e vissuta in questi giorni che in tutto l'arco della sua esistenza come aula universitaria e questo, Lei lo sa bene.

A Siena ci sono 27 persone indagate per il buco di bilancio dell’Ateneo, tra cui l’attuale Rettore Silvano Focardi e il suo predecessore Tosi, questo a noi sembra imbarazzante, non certo la protesta degli studenti di fronte allo smantellamento dell’istruzione pubblica italiana. Ciò detto, la invitiamo a prendere molo più seriamente la nostra iniziativa, è nel suo interesse; o per lo meno dovrebbe esserlo visto che è il Preside.

Con l'augurio di un'effettiva presa di coscienza da parte di tutta la Facoltà, torniamo ad invitarla a tutti i nostri eventi di cui le daremo i dettagli non appena disponibili.

UniSim

Articlolo scritto da: UniSim