Home Attualità Tute blu, migliaia sfilano a Roma. La piazza chiede sciopero generale

Tute blu, migliaia sfilano a Roma. La piazza chiede sciopero generale

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Roma – (Adnkronos/Ign) – In piazza per dire 'Sì ai diritti, no ai ricatti. Il lavoro è un bene comune'. Con questo slogan la Fiom Cgil sfila oggi per le vie di Roma. Una manifestazione che si svolge pacificamente nonostante l'allarme lanciato nei giorni scorsi dal ministro dell'Interno Roberto Maroni per il timore di infiltrazioni da parte di gruppi esterni.
Intorno alle 14 la partenza dei due cortei da piazza della Repubblica e piazzale dei Partigiani diretti a piazza San Giovanni, per gli interventi conclusivi del segretario generale della Fiom Cgil, Maurizio Landini e del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani.
'Noi non moriremo precari', recita lo striscione di piazza della Repubblica. Settecento, riferiscono gli organizzatori del comparto metalmeccanico della Cgil, i pullman che da tutta Italia si sono portati verso la Capitale per la manifestazione, sette i treni speciali. In piazza con le tute blu molte associazioni di studenti, precari, pensionati e statali. Una gigantografia del contratto 2008 campeggia alla testa del corteo partito da piazzale dei Partigiani, da lì sfilano in 10mila circa.
Nelle prime file i lavoratori di Pomigliano d'Arco: "A Pomigliano e in Campania abbiamo già la camorra che offende le leggi e va contro i lavoratori. Noi chiediamo al governo e a Confindustria da che parte stanno? Devono difendere i lavoratori onesti". Ai lavoratori campani si aggiungono le tute blu giunte da Abruzzo, Alto Adige, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Sicilia, Trentino, Umbria.
Poi, a piazza San Giovanni arrivano, sotto la pioggia, migliaia di caschi rossi della Fiom. Ci sono quelli di Agile, ex Eutelia, che lungo il corteo partito da piazza della Repubblica, all'altezza di viale Manzoni, si fermano, per battere con i caschi a terra, al coro di 'ci hanno scippato, vogliamo i nostri diritti. Lavoro è dignità'.
"La politica economica del governo deve cambiare. Il paese sta rotolando e non riesce a riprendersi. C'è una situazione sociale molto pesante", osserva il segretario generale della Cgil mentre il corteo è in corso.
Adesioni alla manifestazione dal mondo politico. Un'ovazione accoglie il leader di Sel e presidente della Puglia, Nichi Vendola. Il Governatore riceve anche un caloroso abbraccio dal numero uno delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini. "La politica deve rimettere al centro della contesa pubblica il mondo del lavoro e la sua dignità", afferma Vendola, sottolineando che "l'unità del centrosinistra sarà conseguente a questa unità di popolo che oggi manifesta''. Insieme a Vendola, in testa al corteo, altri leader della sinistra come Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto. Oltre alle bandiere della Fiom, sventolano quelle di Rifondazione comunista, di Sinistra ecologia e libertà e dell'Idv, le insegne della pace e i simboli del popolo viola.
I democratici partecipano in ordine sparso. Sfila Stefano Fassina, responsabile economia della segretaria del Pd: "Siamo qui con i lavoratori per raccogliere le domande importanti che vengono dal mondo del lavoro".
"Quelli che non ci sono – sottolinea il presidente dell'Idv Antonio Di Pietro – perdono un'occasione per rendersi conto di come il paese reale ha bisogno di riferimenti precisi e non di 'Capitan Tentenna', che un giorno dicono una cosa e il giorno dopo ne dicono un'altra".
I numeri? "La piazza è gremita, la gente non riesce ad entrare. Le strade sono ancora piene. Ai giornalisti dico, contateci", afferma Landini. Poi dal palco: "Quando si arriva a invocare il morto, come il ministro Sacconi ha fatto, siamo di fronte a una irresponsabilità totale". "Se c'è democrazia in questo Paese è perché chi lavora e produce l'ha conquistata e l'ha estesa", osserva. "Per Pomigliano non abbiamo solo detto di no ma abbiamo avanzato anche delle controproposte. Aspettiamo ancora una risposta. La verità è che alla Fiat non interessa sapere quante auto produce ma che non ci sia diritto a contrattare", prosegue Landini.
"E' nostro dovere continuare questa battaglia e per continuarla si deve arrivare a proclamare lo sciopero generale (che la piazza invoca in coro, ndr) perché la democrazia, un nuovo modello di sviluppo si costruisce con il consenso e con il coraggio di cambiare", conclude il segretario generale della Fiom.
''La piazza di oggi rappresenta un'Italia che mi auguro sarà pacifica ma che è inadatta a governare, rappresenta l'opposizione a sinistra di un segmento della società che dobbiamo mantenere nell'alveo democratico, ma che è ancora un retaggio di cose passate'', commentava in mattinata il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
Il leader di Confindustria Emma Marcegaglia ai manifestanti chiedeva: "Isolate i violenti, fermate il linguaggio violento, perché altrimenti il rischio che corre il Paese è un rischio vero". Marcegaglia invita a "guardare avanti". Perché se si rimane fermi "ad un modello di relazioni sindacali che non c'è più si ha un solo risultato: uccidere i lavoratori. Se si inneggia a qualcosa che non esiste più, questo condanna il nostro Paese".

Articlolo scritto da: Adnkronos