Arezzo – A oggi le Province della Toscana non sarebbero in grado di chiudere i bilanci annuali per la somma degli effetti della manovra nazionale e di quella regionale. I tagli previsti dalla finanziaria nazionale sommati a quelli proposti dalla Regione nella propria previsione di bilancio 2011, avrebbero ripercussioni pesantissime sulla vita quotidiana dei toscani, dei territori dei servizi e delle imprese. E’ l’allarme lanciato da Upi Toscana e dai Presidenti delle Province al termine del confronto istituzionale avuto con il Presidente della Regione, Enrico Rossi. Secondo quanto proposto dalla Regione su un totale di 63,8 milioni di euro di trasferimenti – di cui circa 50 milioni per le funzioni trasferite di vari settori e 13 milioni per le Apt – sarebbe operato un taglio, rispetto all’anno che sta per chiudersi, di 34,2 milioni di euro, pari al 53%. “Rossi ci ha detto che non ci sono alternative – dicono in coro il Presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai e il Presidente dell’Upi Toscana Andrea Pieroni – apprezziamo però l’impegno del presidente a rivedere le stime qualora da Roma si decidesse di ridurre l’entità dei tagli”.In particolare verrebbero a mancare 30 milioni di euro, destinati finora alle funzioni delegate su fondamentali materie con ricadute determinanti sulla vita quotidiana dei cittadini toscani: ambiente, agricoltura, urbanistica, trasporti, turismo, formazione professionale, osservatorio mercato del lavoro, orientamento professionale, biblioteche comitato provinciale prezzi, attività di supporto, mercato del lavoro e funzioni trasferite ex Genio civile. Se a questo si aggiungono gli effetti della manovra finanziaria del Governo che si sommano ai già pesanti tagli subiti con analoga manovra nel corso del 2010 il quadro che ne emerge risulta drammatico.