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Sotto il segno del Grande Jazz

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Sotto il segno del Grande Jazz

SAN GIOVANNI VALDARNO – Ritorna con un’edizione speciale e sotto il segno del grande Jazz il Valdarno Jazz Winter Festival, la prestigiosa kermesse musicale, giunta alla XV edizione, organizzata dall’Associazione Valdarno Jazz diretta dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Eventi Music Pool. La rassegna si terrà nei comuni del Valdarno (Terranuova Bracciolini, San Giovanni Valdarno, Montevarchi) da Sabato 27 febbraio a Giovedì 18 marzo: otto eventi che uniscono la tradizione all’innovazione ed alla ricerca musicale a 360°, una vera e propria officina sul jazz con guide all’ascolto (il 12.3 con la presentazione del libro “Bitches Brew” del musicologo Enrico Merlin sul genio Miles Davis, dal significativo sottotitolo “I don’t play rock. I play black”), proiezione di documentari sulla “società del jazz” (il 6.3, film tratto dagli eventi della scorsa edizione estiva del festival VALDARNO JAZZ SUMMER 2009, tra cui l’esperienza del quintetto Paolo Fresu), lezioni concerto (il 7.3 quella imperdibile tenuta da John Helliwell, il sassofonista dei SUPERTRAMP, e dal chitarrista Raimondo Meli Lupi), oltre a tanti ottimi live: il concerto-evento della “Scott Handerson Band” (4.3), il concerto del “Marta Raviglia 4ett” (5.3), il concerto del quartetto di saxs SAX FOUR FUN “la musica delle Alpi e delle Ande” con ospite Javier Girotto (14.3), il concerto-evento del Philip Harper 4ett (18.3).

Il programma si inaugura quest’anno con una prima assoluta: il 27 Febbraio ci sarà il concerto di presentazione del nuovo CD del Daniele Malvisi 4ett, “Storie Nascoste”. L’album si presenta come una raccolta di brani stilisticamente molto diversi tra loro, il cui filo conduttore tuttavia trae le proprie origini dalla medesima fonte d’ispirazione, ovvero da uno spirito critico nei confronti del mondo dell’informazione e dei media in generale con il conseguente omaggio ad alcune grandi personalità del giornalismo internazionale che nel corso della vita hanno fatto della verità il proprio stile di vita. Per citarne alcuni: Ilaria Alpi, Roberto Saviano, la giornalista russa Anna Poliktoskaja (“Non scrivo ciò che penso, scrivo ciò che vedo”), Enzo Biagi, Indro Montanelli e altri ancora. Il risultato è quello di un condensato di musica piena di energia che nell’arduo sforzo narrativo giunge a toccare una vastissima gamma di colori e di sfumature. Il Malvisi Quartett è formato da Daniele Malvisi ( sax ), Gianmarco Scaglia ( contrabbasso ), Giovanni Conversano ( chitarra ), Paolo Corsi ( batteria ). Malvisi è tra i sassofonisti italiani uno dei più trasversali ed eclettici, attento da sempre ai nuovi fermenti ed in costante ricerca. Suona e lavora stabilmente con tutto il Gotha del jazz nostrano ed internazionale (es. William Parker).

Scendendo nello specifico del resto del programma del Valdarno Jazz Winter, marzo inizia con il concerto-evento della “SCOTT HANDERSON BAND” (4.3): il chitarrista Scott comincia a calcare le scene nel sud della Florida suonando brani dei Led Zeppelin fino a James Brown. Il suo stile si forma sulle note di Jimmy Page, Jeff Beck, Jimi Hendrix, Ritchie Blackmore, Albert King e Buddy Guy, ma la strada che intraprende nello studio del jazz e delle sue possibilità espressive lo portano a maturare un linguaggio personalissimo, provare per credere. Il 5.3 il concerto del “Marta Raviglia 4ett” unisce alla fluidità della voce di Marta Raviglia le armonie del pianista Simone Sbarzella e la ritmica possente del contrabbasso di Roberto Raciti e della batteria di Claudio Sbrolli. Sabato 6 ci sarà invece la proiezione del film documentario dell’Ass. MACMA tratto dagli eventi della scorsa edizione estiva del festival VALDARNO JAZZ SUMMER 2009 dal titolo : “La società del Jazz”. Il 7.3 un altro evento speciale, ovvero la lezione concerto tenuta da John Helliwell, il sassofonista dei SUPERTRAMP, e dal chitarrista Raimondo Meli Lupi i quali proporranno un repertorio di brani originali dei vari periodi che hanno contraddistinto le teppe fondamentali della storia del jazz, conducendo la ricerca stilistica nei territori dell’interplay e dell’intesa intellettiva. La lezione ha lo scopo di far capire come si riesce a produrre una performance elegante e ricca di atmosfere magiche ed energiche, in un clima di piena sintonia e collaborazione. Il 12.3, poi, ci sarà la guida all’ascolto e la presentazione del libro “Bitches Brew” del musicologo Enrico Merlin sui caleidoscopici mo(n)di di Miles Davis. Un viaggio attraverso la "svolta elettrica" di una delle figure carismatiche della cultura del'900, attraverso ascolti guidati, aneddoti e racconti. Il 14.3 ecco il concerto del quartetto di saxs SAX FOUR FUN “la musica delle Alpi e delle Ande” con ospite il grande JAVIER GIROTTO (14.3), un live che spazia dal jazz più nero al blues, alla salsa ed alle tangenzialità etniche tipiche della world music, una varietà di stili che i musicisti sanno affrontare con disinvoltura e personalità, forti di un affiatamento costruito in un decennio di attività sotto le insegne dei Sax Four Fun. Chiude il cartellone dei concerti il grande trombettista americano PHILIP HARPER, in quartetto (18.3). Il quartetto si è riunito ad Amsterdam lo scorso inverno, per concerti in Olanda. Durante le performance, l'entusiasmo del pubblico e degli addetti ai lavori è stata ammirevole, fino al punto che il quartetto ha deciso di continuare l'attività concertistica.

“Vorrei sottolineare il radicamento e la stima per la comunità del Valdarno”, sostiene Daniele Malvisi. “A partire dalla ricorrenza del decennale del nostro festival (nel 2007), la direzione artistica ha varato una serie di progetti con il fine di valorizzare alcune tra le più importanti realtà artistico culturali che operano sul nostro territorio. Abbiamo così trasformato il festival in un contenitore interattivo dove al suo interno possono collaborare ed interagire tra loro molte realtà associative, in modo da dar luogo a varie produzioni originali. Il documentario La società del jazz dell’Associazione Macma di San Giovanni V.no ne è un valido esempio. Seguiteci: ancora una volta siamo sicuri di aver tenuto fede alle nostre finalità artistico-culturali”.