Home Cronaca Smentito il rilascio della moglie di Cicala Frattini

Smentito il rilascio della moglie di Cicala Frattini

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ROMA – Prima la notizia della liberazione, poi la smentita. Philomene Kaborè, rapita insieme al marito Sergio Cicala in Mauritania il 19 dicembre scorso, è, dunque, ancora in mano ai sequestratori di al Qaeda nel Maghreb.
A smentire la notizia del rilascio, diffusa questa mattina dai media, è stata Margherita Boniver, inviata del ministro degli Esteri Franco Frattini, che si trova da ieri sera a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. La notizia della liberazione, ha detto la Boniver, "è falsa". Nel pomeriggio l'incontro con il presidente del Burkina Faso, Blaise Compaorè. "Il presidente – ha spiegato l'inviata di Frattini in una telefonata con AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL – ha ottime capacità negoziali, dimostrate in verie occasioni, nelle varie guerre che sconvolgono l'Africa". "Puntiamo su questa collaborazione per risolvere un caso così difficile – ha aggiunto la Boniver -. Confermo gli sforzi dell'Italia, in coordinamento con i paesi della regione, per giungere a una conclusione della vicenda e spero in sviluppi nel più breve tempo possibile".
Diversa la sorte della cooperante catalana Alicia Gamez, rapita nel novembre scorso: il Governo spagnolo ha assicurato che è libera e sta bene. Seconde le prime informazioni circolate questa mattina, la Gamez doveva essere stata rilasciata insieme all'italiana. Un notizia che la Farnesina non ha voluto commentare dal principio. "Io non cambio la linea del silenzio totale fino a quando i nostri ostaggi non ritorneranno in Italia", ha ribadito il ministro degli Esteri Franco Frattini. "Non so cosa ci sia stato", ha detto il titolare della Farnesina riferendosi alle informazioni che si sono accavallate nelle ultime ore.
Philomene Kaborè è stata rapita insieme al marito Sergio Cicala il 19 dicembre scorso in Mauritania. La Kaborè, 39 anni, è originaria nel Burkina Faso e ha cittadinanza italiana. Insieme al marito, 65 anni, vivono a Carini (Palermo). Al momento del sequestro i due si trovavano a bordo di un fuoristrada al confine tra Mali e Mauritania. La coppia è stata fermata da un gruppo di uomini armati mentre si trovava sulla strada che collega la città di Kobeny (circa mille chilometri a sud-est dalla capitale mauritana Nuakchot) con il vicino Mali. Il loro rapimento è stato rivendicato il 27 dicembre da al-Qaeda nel Maghreb islamico. Secondo il responsabile del gruppo terroristico, Salah Abu Mohammed, il sequestro è stato ''una risposta ai crimini compiuti dal governo italiano in Afghanistan e in Iraq". Il primo ultimatum per concedere il rilascio degli ostaggi italiani è stato diffuso il 6 febbraio scorso. Si davano 25 giorni di tempo per la liberazione della coppia in cambio del rilascio di militanti prigionieri.
Il 28 febbraio Cicala ha rivolto un video messaggio al governo italiano, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chiedendo aiuto per il proprio rilascio e per quello della moglie. L'audio attribuito a Cicala è stato diffuso su Internet da al-Qaeda. Il ministro degli Esteri Franco Frattini si è impegnato in prima persona per il loro rilascio. Il capo della Farnesina è stato infatti in missione in Mauritania e Mali (11 e 12 gennaio).

Articlolo scritto da: Adnkronos