Arezzo – Si avvia alla conclusione la mostra “Sassu inedito: settanta anni di pittura su carta” allestita alla Galleria comunale d’arte contemporanea e curata da Giovanni Faccenda. Inaugurata il 17 luglio, chiuderà i battenti il 12 settembre. Raccoglie settanta disegni realizzati dal maestro fra il 1929 e il 1999. Il lungo arco cronologico preso in esame, e soprattutto il carattere inedito di quanto esposto in mostra, consente una rivisitazione del percorso creativo dell’artista.
Le settanta opere in mostra provengono dall’Archivio Aligi Sassu, curato dal figlio Carlos Julio Sassu Suarez. Si parte dalla fine degli anni Venti, in cui Sassu, terminata l’esperienza futurista, abbandona gradualmente la durezza delle linee precedenti per caratterizzare la sua arte di una quotidianità e di una spiritualità tipiche del primitivismo. Seguono gli anni Trenta, forse il decennio più importante per l’arte di Sassu che vede un mutamento di linee e dell’uso del colore. In questo decennio si passa dall’attenzione alle novità delle metropoli alla nudità e alla purezza degli “Uomini rossi”. Sempre negli anni Trenta, fondamentali sono i due viaggi a Parigi testimoniati in questa mostra attraverso “Ritratti”, “Caffé” e “Maison Tellier”. Le opere dagli anni Cinquanta in poi testimoniano la ripresa di grandi temi dei periodi precedenti, tra cui i famosi cavalli, il mito, l’arte sacra, l’amore per la Spagna e per l’America Latina.
La mostra è stata realizzata con la collaborazione di Fabio Migliorati e Natalia Sassu Suarez ed è accompagnata da un catalogo bilingue Editoriale Giorgio Mondadori.