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Sanremo, il cda della Rai dice ‘no’ a ‘Bella Ciao’ e ‘Giovinezza’

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Sanremo, il cda della Rai dice ‘no’ a ‘Bella Ciao’ e ‘Giovinezza’

Roma – (Adnkronos) – 'No' dal cda Rai all'esecuzione di 'Bella ciao' e 'Giovinezza sul palco del Teatro Ariston nella serata di Sanremo 2011 che dovrebbe celebrare i 150 anni dell'Unita' d'Italia. Dopo le polemiche scatenate dall'annuncio fatto ieri da Gianni Morandi, il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini rileva oggi in una nota che ''sarebbe stato utile evitare di affrontare, in modo troppo superficiale, questioni così delicate che riguardano la storia del nostro Paese''. ''La ricerca del clamore rischia di causare un danno complessivo all'immagine dell'Azienda'', osserva il cda, invitando il Direttore Generale Mauro Masi ad intervenire con il Direttore di Rai 1, Mauro Mazza, ''nell'ambito delle sue competenze affinché nell'organizzazione della serata dedicata ai 150 anni dell'unita' d'Italia si proceda in modo serio e responsabile e quindi con criteri diversi''.
Intanto, questa mattina Gianni Morandi ha già risposto alle polemiche ai microfoni di Gr24: ''Io e Mazzi rivendichiamo l'autonomia artistica nella scelta delle canzoni della serata del giovedì'', ha detto il conduttore del Festival, che, nel 'day after', ha realizzato tutta una serie di interviste per chiarire il significato della proposta. Ai microfoni dell'Alfonso Signorini Show di RMC Morandi ha dichiarato: ''Mi piacerebbe poter aprire la serata del giovedì con il Canto degli Italiani, che è il nostro inno, l'inno di Mameli''. Mentre durante l'intervento al programma 105&Friends di Radio 105 il conduttore di Sanremo 2011 ha detto:''Porteremo due canzoni per artista, una nuova e una del 150 anni d'Italia. Da lì è nata la polemica perché io ho citato Bella Ciao e Mazzi ha ribattuto Giovinezza. Ma per dire mi piacerebbero anche la Canzone del Piave o Addio Lugano Bella che era la canzone degli anarchici. E non credo che canzoni di più cento anni fa dovrebbero farci paura''.
''Le capacità artistiche di Gianni Morandi sono fuori discussione come è altrettanto scontata la sua professionalità. Elementi sufficienti per evitare che il prossimo Festival di Sanremo si trasformi in una sorta di ridicola competizione politica con la riproposizione di canzonette che possono gettare un'ombra grigia sull'intera manifestazione", afferma Giorgio Merlo, del Pd, vicepresidente della Vigilanza Rai, che però aggiunge: "E 'Giovinezza', checché ne pensano gli organizzatori, è bene – conclude – che resti nel repertorio della propaganda politica musicale dello scorso secolo''.
''E' davvero triste l'idea di trasformare Sanremo in una ribalta del peggior revisionismo storico – dichiara Rosy Bindi, presidente dell'Assemblea del Pd – Non si poteva trovare modo peggiore di trasformare la storia in paccottiglia per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Bella Ciao e Giovinezza non sono sullo stesso piano. La prima è il simbolo della Resistenza e di chi si è battuto per la nostra libertà e la democrazia, per riscattare l'onore dell'Italia. La seconda era cantata da chi ha precipitato il Paese nella tragedia della dittatura e della guerra, da chi approvava la vergogna delle leggi razziali. Mi auguro che nella Rai ci sia il pudore e la dignità di ripensare questa scelta grottesca e umiliante dell'identita' democratica e antifascista del Paese''.
"Giovinezza? No, Grazie". Anche Sandra Bonsanti e Gustavo Zagrebelsky bocciano, a nome di Libertà e Giustizia, l'iniziativa degli organizzatori del festival di Sanremo che faranno eseguire sul palco dell'Ariston l'inno delle milizie fasciste, insieme a "Bella Ciao". "Libertà e giustizia -commentanto Bonsanti e Zagrebelsky- invita gli italiani a spegnere Sanremo per tutta la durata del festival. L'anno scorso i Savoia, quest'anno il Duce, è una coincidenza?".
Secondo il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, "'Giovinezza' a Sanremo è un segnale inequivocabile del grande lavoro di ricostruzione della coscienza civile che gli italiani dovranno affrontare nel dopo Berlusconi".
Sulla 'trovata' di Morandi a sparigliare le carte è CasaPound Italia, favorevole a 'Bella ciao' ma non a 'Giovinezza'. "E' giusto che si canti 'Bella Ciao' a Sanremo, manifestazione di corrotti e di mezze cartucce, kermesse simbolo dell'italietta democristiana, ipocrita e moralista, manifestazione tirata su dalle case discografiche dove chi vince in sala non vince mai nei negozi di dischi", sottolinea il leader di Cpi, Gianluca Iannone. Quanto a 'Giovinezza' , "perché donare un inno di gioventù al festival dell'Italia più vecchia e passatista? Quel brano richiama gioia, goliardia, amore della nazione. Che ci sta a fare a Sanremo?". Insomma, secondo Iannone, "solo 'Bella Ciao' si confà a una nazione allo sbando più totale dove le fabbriche delocalizzano, nessuna classe sociale è più al sicuro e intanto si parla ancora dei valori dell'antifascismo'', Cpi perciò invita Morandi a devolvere il suo compenso ''ai 420 operai delocalizzati della Bat di Lecce: questa sì – conclude – sarebbe vera rivoluzione e continuità ideale col Risorgimento, altro che teatrini e burattini''.

Articlolo scritto da: Adnkronos