Home Politica ‘Patto di Stabilità’, incontro nella sala dei Grandi della Provincia

‘Patto di Stabilità’, incontro nella sala dei Grandi della Provincia

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AREZZO – "Mentre stiamo vivendo la crisi congiunturale più grave dal dopoguerra a oggi, agli enti locali viene impedito di attuare quegli investimenti che rappresenterebbero una risposta efficace per le imprese e lo sviluppo del territorio". E' questo il grido d'allarme lanciato dall'Assessore provinciale al bilancio Piero Ducci nel corso dell'incontro in Sala dei Grandi con gli amministratori dei Comuni aretini, le categorie economiche e la Camera di Commercio, rappresentata dal suo Presidente Giovanni Tricca. All'incontro hanno partecipato anche l'Assessore al bilancio della Provincia di Firenze Tiziano Lepri, in rappresentanza dell'Unione Province Toscane, e Silvano Granchi della Lega Autonomie della Toscana. "L'iniziativa – ha affermato il Presidente della Provincia Roberto Vasai aprendo i lavori – nasce dalla volontà di aprire una riflessione condivisa, tra le istituzioni e i soggetti del sistema locale, su una questione che certamente è ormai centrale nella vita degli enti locali e che ha già cominciato a riflettere pesanti effetti negativi sui territori. Non è da oggi che gli amministratori locali si trovano a dover fare i conti con il Patto di Stabilità. Di anno in anno si è fatto più difficile rispettare gli obiettivi indicati e, soprattutto, sono emerse sempre più chiaramente le storture derivanti dalla modalità scelta dal Governo per tradurre in concreto l’impegno – sacrosanto – che deriva dal Patto stipulato dai paesi dell’Euro. Quelli che stiamo vivendo sono ancora giorni difficili per l’Italia e per l’Europa. In un quadro complesso come l'attuale un ruolo importante lo giocano gli Stati, assumendo i provvedimenti necessari a far ripartire l’economia, ma anche eliminando gli sprechi della macchina pubblica e contenendo la spesa. Anche le autonomie locali sono ovviamente chiamate ad agire assumendosi le necessarie responsabilità e con grande senso delle istituzioni. Ognuno di noi è consapevole di quanto sia importante il proprio contributo al contenimento complessivo della spesa pubblica. E su questo gli enti locali, almeno per l’esperienza della nostra Provincia, stanno facendo pienamente il proprio dovere ormai da molti anni, tra tagli ai finanziamenti, necessità di contenere i costi dei servizi pubblici e razionalizzazione della macchina amministrativa. Tutto questo lo abbiamo fatto senza rinunciare neanche per un minuto a quello che è il compito affidatoci, ovvero curare nel migliore dei modi gli interessi della nostra comunità provinciale. Mentre si parla di federalismo fiscale, assistiamo invece ad un irrigidimento delle posizioni centraliste dello Stato ed abbiamo la sensazione che per il Governo il problema degli sprechi riguardi soltanto gli enti locali. Oggi la Provincia di Arezzo, come molti comuni di questo territorio, si trovano a vivere una situazione di estrema difficoltà, poiché si avverte fino in fondo la necessità di sostenere la ripresa, la competitività del sistema, lo sforzo delle aziende e le loro legittime aspettative, ma purtroppo siamo costretti a misurarci con un Patto di Stabilità che, nella sua formulazione attuale, è punitivo per tutte quelle amministrazioni virtuose che hanno dimostrato di saper spendere le proprie risorse con raziocinio, di poter realizzare gli investimenti che hanno programmato e per i quali dispongono delle necessarie fonti di finanziamento. Le conseguenze di questa situazione sono il ritardo, talvolta grave, nei pagamenti alle imprese che stanno lavorando alle opere pubbliche, il rinvio di investimenti in opere pubbliche già programmati, la rinuncia ad interventi per i quali l’ente avrebbe disponibili risorse. Non so fino a che punto i cittadini abbiano la percezione di questa situazione, ma credo sia nostro dovere fare il massimo dello sforzo per ottenere che questo Patto di Stabilità, pensato in modo tanto punitivo per il sistema delle autonomie locali, sia rimesso in discussione e migliorato, anziché difeso a livello centrale con argomentazioni strumentali", ha concluso il Presidente Vasai. L'iniziativa, come ha tenuto a sottolineare l'Assessore Ducci, non voleva essere di semplice, per quanto motivata, protesta, ma anche di proposta e per questo al termine dell'incontro è stato approvato un ordine del giorno contenente precise indicazioni operative. Nel documento approvato si chiede un intervento congiunto di tutti gli organismi rappresentanti degli enti locali, in particolare UPI ed ANCI, nei confronti del Governo Nazionale affinché si ottenga una immediata verifica della situazione ed una revisione dei parametri che regolano il Patto di Stabilità, con particolare riferimento allo smobilizzo di risorse per gli investimenti, quanto meno per le opere inerenti l’edilizia scolastica, consentendo la messa in sicurezza di molti edifici. Il documento chiede anche alla Regione Toscana di pervenire celermente ad una regolamentazione attuativa di quanto previsto nell’intesa siglata per l’attuazione del Patto di Stabilità regionale, prevedendo un intervento regionale diretto a favore di quegli enti che non sono in grado di sostenere il peso finanziario dei cantieri in corso per la realizzazione di importanti opere infrastrutturali.