Roma (Adnkronos/Labitalia) – Non ha riscosso successo tra i sindacati confederali la proposta di puntare su contratti di lavoro 'regionalizzati', cioè legati ai costi di vita sui territori, lanciata questa mattina su 'La Padania' dalla vicepresidente del Senato e segretario generale del Sin.Pa (Sindacato Padano), Rosi Mauro. Nell'intervista Mauro, commentando la richiesta avanzata dalla Bce agli Stati europei di promuovere la moderazione e la flessibilità salariale, sostiene che "è necessario lavorare su un fronte solo, quello della regionalizzazione dei contratti e della rivisitazione del meccanismo della busta paga". "Perché Confindustria non riprende in mano lo studio fatto anni fa da Assolombarda proprio in merito al meccanismo di calcolo della busta paga? Dobbiamo sgravare le buste paga -conclude Mauro- da quei meccanismi che aumentano il lordo all'inverosimile ma lasciano sempre inalterato il netto". Proposte che non vanno bene alla Cgil, come spiega a LABITALIA Vincenzo Scudiere, segretario confederale del sindacato: "Riproporre oggi la regionalizzazione dei contratti, in una fase di dura crisi economica, sociale e politica, risponde soltanto a interessi di carattere localistico, e soprattutto elettorale, che non a esigenze legate al mondo del lavoro, ovvero maggiori diritti e tutele per i lavoratori. A proposito del Nord, infatti, piuttosto che questa inutile discussione sui contratti, sarebbe interessante sapere cosa fa un importante partner del governo, qual è il Sindacato Padano, per quanto riguarda i lavoratori della Vinyls e di tutte quelle aziende del Nord-Est che dalla prossime settimane, dai prossimi giorni, non sapranno più quale sarà il loro destino". E anche la Cisl non dà un giudizio positivo sulla proposta. "Quella dei contratti 'regionalizzati' -commenta con LABITALIA Annamaria Furlan, segretario confederale del sindacato- mi sembra una proposta assolutamente superata dall'accordo fatto sul nuovo modello contrattuale. Con il quale si accentua e si rafforza la componente contrattuale legata alla produttività su aziende e territorio". "Con la contrattazione di secondo livello prevista dal nuovo modello contrattuale -continua Furlan- si riesce valorizzare al meglio la capacità produttiva del lavoro sul territorio". E per quanto riguarda le proposte su fisco e lavoro lanciate dal segretario del Sindacato Padano, secondo Furlan, la strada da seguire "è quella di porre meno costi sul lavoro, e più sulle rendite finanziarie", e il posto ideale per discutere di questi temi è, per Furlan, "il tavolo sulla riforma fiscale aperto con governo e parti sociali". Per la Uil, l'idea dei contratti 'regionalizzati' "è una posizione ideologica di cui non abbiamo bisogno". "La proposta del Sin.pa – dice a LABITALIA il segretario confederale del sindacato, Paolo Pirani – punta alla differenziazione della tassazione sui salari, ma per far ciò dovremmo avere 21 scale mobili per quante sono le regioni, e di certo non è quello di cui hanno bisogno lavoratori e imprese". "Il nostro problema – ha aggiunto Pirani – è crescere in produttività e competitività, anche con una politica salariale che punti alla valorizzazione delle produttività. E' quello che si sta facendo con la riforma del modello contrattuale. Quindi – conclude il dirigente sindacale – non è con la con 'regionalizzazione' dei contratti che si interviene sui salari, ma lavorando sulla produttività". E anche tra gli industriali, almeno nel Mezzogiorno, la proposta non riscuopte successo. "Da una parte, regionalizzare i contratti di lavoro -dice a LABITALIA Umberto De Rose, presidente di Confindustria Calabria- vorrebbe dire creare lavoratori di serie A e di serie B, perché è chiaro che un lavoratore, ad esempio, in Calabria non potrebbe avere lo stesso contratto di un lavoratore in Lombardia". "Su questo tema della regionalizzazione dei contratti -continua De Rose- ci sono delle differenziazioni di pensiero nel sistema economico. A mio parere, la necessità è però intervenire sul costo del lavoro. E si potrebbe farlo -conclude- con una maggiore decontribuzione fiscale al Sud e nelle aree depresse del Paese, in modo da attrarre investimenti anche in quelle zone".
Articlolo scritto da: Adnkronos