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Mozione per chiudere i negozi durante le festività civili

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Arezzo – «E' invalsa, anche sui nostri territori, – scrive nella mozione il capogruppo Alfio Nicotra – negli ultimi anni l'abitudine di concedere deroghe all'obbligo di chiusura dei negozi nei giorni delle festività nazionali (25 aprile, 1° Maggio e 2 Giugno) costringendo i lavoratori del settore a rinunciare a queste festività e all'occasione che esse rappresentano per passare una giornata con i propri cari e in omaggio agli alti valori civili che queste festività vogliono trasmettere.
Si tratta di una tendenza tutta italiana, in Francia sarebbe una eresia e un insulto al vivere civile, tenere aperti i negozi il 1° maggio o il 14 luglio".
Nicotra ricorda che :

"Il 25 aprile è la Festa di Liberazione dalla dittatura fascista e dall'invasore nazista. Il 1° maggio è la festa internazionale dei lavoratori che venne soppressa e proibita durante l'epoca della dittatura fascista e che l'art.1 della Costituzione recita "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro" dando ai lavoratori piena dignità e carattere fondante della Repubblica.
Il 2 Giugno infine è la festa della Repubblica , giorno in cui si si celebra la vittoria nel referendum sulla monarchia, referendum al quale parteciparono per la prima volta con diritto di voto le donne."
Per la mozione della Fds "il riposo è un diritto di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici e che nei giorni di festività devono essere garantiti solo i servizi essenziali per la vita della nostra comunità".
Da qui la proposta che impegna la giunta provinciale:

"a sviluppare una iniziativa di concerto con i Comuni del nostro territorio, i sindacati dei lavoratori e le associazioni dei commercianti tesa al rispetto e alla valorizzazione delle Feste nazionali civili del nostro Paese, sottolineandone la solennità attraverso la chiusura dei negozi così come da decenni è sempre avvenuto;
a diffondere nelle scuole i valori e i significati di queste feste civili e ricordando alle nuove generazioni che la sospensione per un giorno delle attività economiche non è una stortura ma una conquista della dignità delle persone che lavorano e che non tutto può essere concesso al profitto e alla logica di mercato"»