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Marea nera, la cupola continua a reggere

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Marea nera, la cupola continua a reggere

WASHINGTON – A 24 ore dall'inizio del test di integrità sul pozzo petrolifero nel Golfo del Messico non ci sono segnali di perdite dalla nuova cupola di contenimento. A dichiararlo è il vice direttore generale della Bp Kent Wells, che ha spiegato come sia la struttura della cupola sia il fondale marino circostante stiano per ora reggendo alla pressione interna del pozzo.
Cauto ottimismo è stato espresso anche dall'ammiraglio della Guardia Costiera Usa Thad Allen, che ha spiegato come l'aumento di pressione che i tecnici stanno registrando al di sotto della calotta dimostri la tenuta della struttura e, quindi, autorizza a sperare che dopo tre mesi di flusso ininterrotto la perdita possa essere finalmente fermata. Tuttavia i valori di pressione registrati dagli strumenti non sono così alti da escludere la possibilità di altre falle. La pressione interna, sottolinea Allen, si ferma per il momento al valore di 6.700 Psi (libbre per pollice quadrato), ancora lontano dai 7.500 Psi che i tecnici considerano indice di "elevata integrità e basso rischio che si produca una falla".
Gli stessi tecnici della Bp e del governo americano sono incerti su come interpretare questo dato. Potrebbe essersi generata una piccola falla non ancora individuata o, semplicemente, puo' darsi che a causa dell'enorme quantità di petrolio già fuoriuscito in questi mesi il pozzo sia sul punto di svuotarsi e ci voglia più tempo perché la pressione salga. Occorrerà aspettare almeno altre sei ore prima di stabilire se si potrà tenere il pozzo sigillato oppure se sarà necessario riaprire le valvole in modo da permettere di recuperare il greggio in superficie e diminuire la pressione evitando la creazione di altre fughe.
La Casa Bianca intanto, sottolinea Allen, ha chiesto alla Bp di ampliare l'analisi dei parametri da controllare durante il test, aggiungendo a quelli già in corso un test sismico e uno acustico e procedendo con un'ispezione visiva del fondale attraverso robot sottomarini.

Articlolo scritto da: Adnkronos