Rimini – (Adnkronos/Ign) – A Melfi la Fiat "ha rispettato la legge" e "dato pieno seguito al primo provvedimento della magistratura". E' quanto ribadisce con forza dal palco del Meeting di Rimini l'ad di Fiat Sergio Marchionne, che definisce di "assoluta gravità" le accuse rivolte alla casa torinese. "E' inammissibile – aggiunge – tollerare il mancato rispetto delle regole" che, in alcuni casi, "si spinge fino al sabotaggio" dice Marchionne, aggiungendo che "non sarebbe giusto per l'azienda e per gli stessi lavoratori".
Poi ringrazia e difende "la serietà del progetto e le ragioni di chi ha accettato la nostra sfida" dice, riferendosi esplicitamente ai leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Fiat, ha evidenziato, è "l'unica azienda disposta ad investire 20 mld in Italia". Nonostante questo, lamenta il manager, "ho l'impressione che nel nostro Paese questi sforzi non vengano compresi o non vengano apprezzati intenzionalmente". E' indispensabile capire, secondo Marchionne, che "non siamo più negli anni '60" e che occorre ''abbandonare il modello di pensiero'' che vede una ''lotta fra capitale e lavoro e fra padroni e operai''. E' in atto, sostiene, "la contrapposizione fra due modelli, uno che guarda al futuro e uno che difende il passato".
Questo perché, dice, in Italia "abbiamo paura di cambiare" e, in questo modo, "si rifiuta il futuro e si è costretti a gestire i cocci del passato". L'amministratore delegato di Fiat dedica diversi passaggi del suo intervento alla necessità di 'accettare il cambiamento". Fiat, spiega, "ha fatto la propria scelta", quella di "stare al passo con la realtà" in un "mondo complicato, con molte variabili in gioco". In questo contesto, prosegue il manager, servono "flessibilità nel sistema e capacità di adeguarsi in senso reale".
Per questo, insiste l'ad, la società "è un cantiere aperto: chi entra in Fiat entra in un ambiente in fermento, che cambia in continuazione. Il suo pregio è la capacità di movimento, la reazione in tempi brevissimi". Ci sono sempre da fronteggiare, prosegue, "fattori fuori controllo che possono generare difficoltà". Per questo, dice ancora Marchionne, "credo in un sistema che si faccia carico di sostenere chi è colpito dal cambiamento". Un sistema in cui anche l'imprenditore meriti "se non stima, almeno rispetto''. In questo senso, il manager ribadisce che Fiat "non intende farsi coinvolgere in teatrini per un giustificare un progetto, Fabbrica Italia, di assoluta qualità", convinta che "in Italia si possa costruire qualcosa di grande e di duraturo".
Inoltre, ''se c'è un segreto nella Fiat di oggi è che abbiamo avuto la capacità di costruire un'azienda di uomini e donne di virtù'' ha detto Marchionne. ''L'uomo che segue il proprio comodo, è condannato'' poiché ''la vera libertà esiste solo nell'impegno''. Proprio la libertà è ''la prima garanzia che dobbiamo conquistarci'' e libertà, ha sottolineato, ''vuol dire anche trovare il coraggio per abbandonare modelli del passato''. Poiché ''le strade comode e rassicuranti non portano da nessuna parte''.
Ad ogni modo, sulla vicenda del reintegro dei tre operai, "siamo in attesa del secondo giudizio (previsto il 6 ottobre, ndr), ci auguriamo che sia meno condizionato del primo dall'enfasi mediatica" che si è prodotta intorno alle vicende dello stabilimento di Melfi.
Articlolo scritto da: Adnkronos